Osservatorio regionale: ecco la fotografia dell’immigrazione straniera in Emilia-Romagna

Istruzione, lavoro, servizi: il nuovo Rapporto dell’Osservatorio traccia un report completo di un fenomeno complesso e dalle mille sfaccettature. XIX edizione del Rapporto su “l’immigrazione straniera in Emilia-Romagna”, a cura dell’Osservatorio regionale sul fenomeno migratorio: una fotografia regionale accurata della complessità e delle varie sfaccettature riguardanti il tema. In primo piano informazioni e statistiche relative a molteplici aspetti – demografia, condizione giuridica, cittadinanze, istruzione, lavoro, impresa, salute, sociale, ecc. – a beneficio, in particolare, di tutti coloro che a vario titolo sono impegnati nello studio, nel governo e nella gestione operativa della accoglienza e della integrazione dei migranti.

“Il tutto – si sottolinea nel Rapporto –  inserito in un contesto nazionale e regionale caratterizzato dai cambiamenti demografici di una popolazione che invecchia, dal calo dei nuovi nati e della fascia di popolazione italiana in età lavorativa, dalla richiesta di lavoro in alcuni specifici segmenti e dalla esistenza di un consolidato sistema universalistico di welfare sempre più impegnato nella definizione di nuove risposte ‘interculturali’, anche attraverso le opportunità ed i progetti della Regione finanziati dal Fondo europeo Asilo, Migrazione, Integrazione (FAMI)”.

La presenza straniera in Emilia-Romagna

A inizio 2018 i cittadini stranieri residenti in Emilia-Romagna erano 538.677, il 12,1% della popolazione complessiva. L’Emilia-Romagna si conferma al primo posto fra le regioni italiane per incidenza percentuale (il dato medio nazionale è pari all’8,5%).

I principali Paesi di provenienza degli stranieri residenti sono: la Romania con il 17,0%, il Marocco con il 11,3%. Al terzo posto si colloca l’Albania con l’10,7%. Seguono gli altri Paesi di cittadinanza: l’Ucraina, la Cina, la Moldavia, il Pakistan e la Tunisia.

In costante aumento le acquisizioni di cittadinanza italiana. Sono state 16.445 nel 2014, 22.514 (2015), 25.270 (2016) e 18.853 (2017). Negli ultimi 16 anni sono  state circa 153.000 le persone diventate italiane: ciò conferma la vasta portata della conclusione di progetti migratori che sfociano in una maggior presenza di membri permanenti nella nostra società.

Servizi educativi e scolastici

Nei servizi educativi per l’infanzia (rivolti a bambini 0-3 anni) la presenza dei bambini stranieri è significativa: nell’anno scolastico 2017/2018 è stata di 3.443 unità, pari al 10,7% di tutti gli iscritti.

Anche gli iscritti stranieri nelle scuole statali e non statali dell’Emilia-Romagna sono risultati sempre più consistenti. Nell’anno scolastico 2017/18 erano 99.661 gli alunni stranieri, pari al 16,1% del totale iscritti.

Ugualmente in crescita il numero degli studenti nati in Italia. Sono stati 65.273 i bambini stranieri nati in Italia e rappresentano il 65,5% del totale degli stranieri iscritti alle scuole emiliano-romagnole. Negli anni scolastici precedenti la percentuale era del 63,6% (2016/17) e 60,7% (2015/16). Nella scuola dell’infanzia la percentuale di bambini nati in Italia arriva all’86,5% e nella scuola primaria al 78,2%.

Riguardo la scuola superiore di II grado i ragazzi stranieri scelgono in prevalenza gli istituti professionali, (39,7%) e quelli tecnici (38,0%), rispetto ai licei (22,4%).

In crescita occupazione e Pil

Secondo i dati Istat, nel 2017 la regione Emilia-Romagna ha avuto per il quarto anno consecutivo un incremento dell’occupazione, affiancato da un marcato aumento del Pil regionale.

Il tasso di occupazione degli stranieri in Emilia-Romagna ha avuto una buona ripresa negli ultimi 3 anni (dal 59% nel 2015 al 63,1% nel 2017). Per gli italiani il tasso è aumentato nel 2015 e 2016 (rispettivamente 68% e 69,6%) per ridursi lievemente nel 2017 (69,5%).

Anche i tassi di disoccupazione sono andati migliorando. In Emilia-Romagna vi è stata una diminuzione negli ultimi 4 anni. Per gli stranieri sono passati dal 17,7% del 2014 al 12,9% del 2017; per gli italiani negli stessi anni sono passati dal 6,8% al 5,5%.  Il divario fra italiani e stranieri si è ridotto nel 2017, ma rimane comunque evidente lo svantaggio per gli stranieri di +7,4 punti percentuali.

Una quota rilevante di cittadini stranieri è occupata nel lavoro autonomo. Dai dati Infocamere fine 2017 il complesso delle imprese straniere emiliano romagnole era di 46.931, pari al 11,6% di tutte le imprese attive. Il dato è sempre in crescita: nell’ultimo anno le imprese sono aumentate del 2,5% (+1.128).

Abitazioni e alloggi Erp

“Un aspetto centrale per le politiche di integrazione dei cittadini stranieri – rileva ancora il Rapporto – è il tema abitativo. Avere una sistemazione abitativa stabile è sicuramente una importante premessa per un efficace inserimento del cittadino nella vita sociale e dunque una sua piena integrazione. Fra le varie politiche regionali per la casa finalizzate a rispondere alla richiesta di abitazioni da parte della fascia più debole della popolazione si trova l’Edilizia residenziale pubblica (Erp)”.

Al 31 dicembre 2017, in Emilia-Romagna, gli alloggi Erp assegnati a cittadini stranieri erano 8.767, pari al 17,7% del totale degli alloggi gestiti da Acer. Le prime tre province emiliano-romagnole per numero di alloggi assegnati a cittadini stranieri sono: Reggio Emilia con il 31,5% degli alloggi gestiti, Piacenza con il 25,4% e Modena con il 18,7%. Nel corso del 2017 sono stati assegnati a nuovi nuclei di stranieri 1.081 alloggi Erp pari al 31,1% del totale delle assegnazioni.

I servizi sociali e sanitari

Risulta rilevante l’offerta dei servizi rivolti alla cittadinanza italiana e straniera. I dati relativi ai minori assistiti dai Servizi sociali (dicembre 2017), i minori seguiti e le loro famiglie sono stati complessivamente 56.902; stranieri il 49,5% del totale.

“Le caratteristiche assunte dal fenomeno migratorio si riflettono necessariamente sul sistema sanitario – si sottolinea ancora -.  Dal momento che ci si riferisce a una popolazione prevalentemente in età giovanile e con tassi di natalità più elevati di quelli degli italiani, non sorprende il peso considerevole che per la popolazione straniera hanno i parti, che ammontavano nel 2017 a 11.086, pari al 33,7% del totale di quelli registrati in Emilia-Romagna nello stesso anno. Se si considera anche la cittadinanza paterna, ove rilevata, risulta che oltre un terzo dei nati (37,2%) ha almeno un genitore con cittadinanza straniera… I ricoveri di cittadini stranieri presentano ancora numeri relativamente contenuti: 61.198 ricoveri, pari all’8,3% dei ricoveri complessivi del 2017. Si tratta di un dato stabile nei 4 anni precedenti e nettamente inferiore a quello relativo agli stranieri residenti in regione. Tra gli stranieri due terzi dei ricoveri (66%) sono a carico delle donne mentre tra gli italiani la percentuale di ricoveri tra le donne (52%) è sostanzialmente sovrapponibile alla proporzione nella popolazione residente. La notevole differenza tra italiani e stranieri nel peso dei ricoveri femminili sul totale è principalmente ascrivibile alle diverse percentuali di ricovero per causa ostetrica tra i due gruppi di popolazione”.

La presenza nelle carceri

Riguardo le caratteristiche della popolazione detenuta presente nelle carceriemiliano-romagnole, a fine 2017 nei dieci Istituti penitenziari dell’Emilia-Romagna i detenuti stranieri erano 1.770 su 3.488, pari al 50,7%. La consistente presenza di stranieri è fortemente influenzato da diversi fattori: la ridotta possibilità per i migranti di accedere alle misure alternative, la condizione giuridica, la maggiore incidenza delle misure cautelari in carcere.

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