Paint your Zucca. Avere cura del giardino sotto casa

Immagine trata da en.wikipedia.org

“Ogni giorno frequentavo assieme ai miei figli il parco della Zucca e allora ci siamo detti: perché non facciamo qualcosa per migliorarlo? Eravamo a settembre del 2011 dopo un’estate tanto siccitosa che appena camminavi nel parco si alzava una nuvola di polvere. Questo è stato il primo problema che abbiamo affrontato e, ironia della sorte, questo problema non siamo mai riusciti a risolverlo, però abbiamo fatto molto altro!”.

Chi parla è Federica Paolozzi, una delle mamme che frequenta il parco e che alle spalle ha già delle esperienze di volontariato dato che nella sua città di origine faceva delle attività con i rom e dava lezione d’italiano ai migranti. Federica comincia a parlarne con altri genitori, quattro in tutto, per trovare una soluzione e alla fine decidono di rivolgersi al presidente del quartiere Navile per chiedere un intervento. Nel frattempo la voce si sparge e i cittadini interessati aumentano: quando, a fine ottobre dello stesso anno, fanno il primo incontro ufficiale, all’appuntamento arrivano in molti. Nasce dopo quell’incontro il comitato di cittadini “Mettiamo in moto la Zucca” che per logo ha una formica sorridente che porta sulle spalle proprio una zucca.

Il Comune di Bologna ha approvato, il 19 maggio 2014, il Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani che prevede dei patti di collaborazione con i gruppi di cittadini interessati. Sfruttando quest’opportunità viene firmato il patto di collaborazione  Paint your Zucca per “la realizzazione d’interventi di cura integrativa del giardino Zucca e dei suoi arredi”.
“Abbiamo chiesto subito delle barriere di protezione su via Ferrarese per proteggere i bambini dal passaggio delle macchine e nel giro di un mese il comune ha provveduto. Poi abbiamo fatto altre proposte come l’istallazione di nuovi giochi, di cestini dei rifiuti dotati di posacenere, della rastrelliera per le biciclette. Abbiamo ricevuto anche la vernice che abbiamo poi usato per ridipingere i muretti e i bidoni”. I cittadini ci mettono il loro lavoro di manutenzione come le giornate dedicate alla pulizia del parco e le feste di autofinanziamento con cui hanno acquistato metà del tavolo da ping pong di cemento e realizzato un laboratorio per il riciclo dei materiali rivolto ai bambini.

Il parco della Zucca è un piccolo parco, quasi un giardino che è stato un deposito dei tram. Negli anni ’80 doveva diventare un parcheggio ma grazie all’impegno civile di alcune madri di allora l’hanno fatto diventare un parco. Il nome rimane però un mistero: l’unica spiegazione è che un tempo in quel luogo doveva esserci un campo di zucche. Oggi il posto è noto a Bologna perché c’è la sede del Museo della Memoria di Ustica.

Come tutti gli spazi verdi in città, se il posto è frequentato e ben tenuto, diventa un luogo d’incontro e di relazioni, in caso contrario si trasforma rapidamente in un luogo di degrado.
“Da quando siamo presenti, ci sono più persone. Vogliamo far diventare il parco un luogo di socializzazione tra la gente –  spiega Federica. Abbiamo visto che le iniziative che facciamo piacciono, le gente viene, noi ci divertiamo …”. Il Comitato ha un nucleo attivo di persone, sei in tutto, ma attorno a questo nocciolo duro ruotano altri volontari che si attivano nei momenti delle feste o delle pulizie. Il comitato non ha una veste formale ma solo uno statuto, “siamo un comitato spontaneo, funzioniamo bene e andiamo avanti così. Come associazione avremmo delle opportunità in più, è vero, ma poi bisogna stare dietro a tutta una serie di impegni…E non siamo nemmeno equiparabili a una social street: noi noi siamo concentrati sul parco, sulle cose che facciamo qua e non altro. Le social street sono una cosa diversa, è un fare comunità tra chi vive in una stessa via”.
Il comitato ha solo uno scopo in questo caso, quello di avere cura del giardino sotto casa e ci è riuscito, almeno fino ad oggi, perché occorrono nuovi volontari, nuovi genitori attivisti: “I nostri bimbi stanno diventando grandi e noi genitori presto frequenteremo un po’ meno il parco, cerchiamo dei volontari che ci affianchino e che in futuro ci sostituiscano nelle tante attività che abbiamo avviato e vorremmo che continuassero”

Intervista a Federica Paolozzi del Comitato "Mettiamo in moto la zucca"

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