Per le donne: e anche per gli uomini che vogliono cambiare

Intervista a Isidora Satone, Carla Govoni, Mariarosa Franzoni, Linda La Rocca

Dal 2012 siamo un centro antiviolenza che fa parte dei servizi metropolitani. Se una donna ha bisogno di aiuto, può chiamare il 1522 e noi siamo uno dei centri della rete che potrebbe accogliere la sua richiesta. Siamo attive telefonicamente dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17.

La nostra associazione ha due braccia operative: uno è il Centro antiviolenza dove lavorano una decina di volontarie, l’altro è il Liberamente Donna, uno spazio in cui le nostre socie e amiche si incontrano il martedì pomeriggio per pensare ed elaborare le loro esperienze, per fare iniziative, dibattiti, cultura e sensibilizzazione. Liberamente Donna serve anche per preparare insieme tutte quelle piccole cose che servono nei banchetti e manifestazioni in cui siamo presenti, dove vendiamo i nostri prodotti per autofinanziarci.

Acqua e Aria: nella relazione tra le donne un cambiamento di prospettiva

Le storie che ascoltiamo al Centro Antiviolenza parlano di cambiamento. Il percorso che facciamo è di cambiamento di prospettive, accompagnando le donne attraverso il rapportarsi con il mondo del diritto e della cultura. Il percorso è quello di ricontattare parti di sé che sono state nascoste da strati e strati di significati negativi di te stessa, che ti sono stati dal partner. La maggior parte dei casi di violenza sono infatti a opera di partner o ex partner. Ma ci sono anche padri, fratelli, nonni.

Succede che nel tempo le donne ci credono a quello che dicono gli uomini. Noi accompagniamo le donne a rivisitarsi, rivedersi, ricontattare le parti di sé. Il nostro strumento di lavoro siamo noi, in quanto donne e la relazione fra donne. La relazione è infatti un’altra parola chiave fondamentale! Noi operatrici, che seguiamo i percorsi e li accogliamo, fungiamo da specchio: rimandiamo alla donna l’immagine della donna forte. Questa immagine è possibile grazie alla nostra presenza ma anche rimandando alla donna le parti di sé che lei non vede più.

Queste donne hanno inoltre bisogno di essere difese sul piano giuridico e sotto questo aspetto ci pensano le legali del centro antiviolenza.

Anche l’uomo deve cambiare

Vorremmo cambiare la cultura maschilista; da una parte abbiamo lavorato a una logica di rete, affinché anche l’ASL si attivi a favore degli uomini maltrattanti. Dall’altra, nell’attività politico-culturale, abbiamo attivato un gruppo di uomini (sensibili a questi temi e problemi) che si interrogano per verificare come si configura nella testa dei maschi questa logica di potere e violenza e come si può cambiare, soprattutto a partire dalle scuole. Abbiamo insegnanti, educatori. Abbiamo un collettivo che si chiama “Oltre il ramo” e che ha questo tipo di mission, come l’uomo può cambiare. Perché la violenza di genere è strettamente legata alla cultura e agli stereotipi dei ruoli maschile e femminile. Quindi gli uomini che si interrogano mettono in discussione i propri stereotipi di genere.

Fuoco: la differenza di genere

Differenza è una parola chiave, perché c’è differenza tra donne, differenza di genere, di culture, di religione, di provenienza… Insieme alle differenze, c’è anche la parola conflitto; noi non abbiamo paura del conflitto, perché è uno strumento utile. Il conflitto è una cosa diversa rispetto alla violenza; dove c’è violenza non c’è possibilità di confliggere.
La violenza nasce dal considerare un genere superiore all’altro. Quindi vogliamo rivalutare la differenza, solo rivalutando la differenza possiamo tornare sullo stesso piano e quindi evitare le lotte per i diritti. Se io per differenza mi distinguo da uno con disabilità, da un omosessuale, da un senegalese, se io rispetto tutte queste differenze, abbiamo allora tutti pieno diritto di stare a questo mondo.

Per informazioni

331.2748696 (in orari d’ufficio) | perledonneimola@gmail.com

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