2012-2022, PerleDonne di Imola compie dieci anni

Cristina Zanasi, presidente di PerleDonne, Maria Rosa Franzoni già presidente e socia fondatrice, e Daniela Villa, consigliera e volontaria del Centro Antiviolenza ci raccontano cosa significa essere volontarie di PerleDonne e qual è il contributo dell'associazione alla qualità di vita delle donne e dei cittadini del circondario imolese

2012-2022: le volontarie di PerleDonne raccontano i loro primi dieci anni dedicati alla promozione dei diritti delle donne e della parità di genere nel circondario di Imola. Cosa significa essere volontarie di PerleDonne? Ce lo hanno spiegato Cristina Zanasi, presidente, Maria Rosa Franzoni già presidente e socia fondatrice, Daniela Villa, consigliera dell’associazione e volontaria del centro antiviolenza.

Essere una volontaria mi permette di crescere come persona e come cittadina. Essere una volontaria mi permette di  dare finalmente spazio a quello che mi piace nella vita. Essere una volontaria mi permette di restituire alla mia comunità le opportunità che mi ha offerto finora.

“La cultura che condividiamo e promuoviamo in PerleDonne influisce anche sul nostro modo di relazionarci, di partecipare alla società civile, di essere e fare le cittadine” prosegue la presidente Cristina Zanasi “Le volontarie di PerleDonne sanno accogliere con sempre maggiore consapevolezza e competenza le donne che si rivolgono al nostro centro antiviolenza, ma è vero anche che trasferiscono questo stile accogliente nella vita di tutti i giorni come cittadine, lavoratrici, amiche, madri, mogli, figlie, sorelle… All’interno dell’associazione nutriamo e viviamo un clima di grande fiducia fra noi che riflettiamo anche nel grande lavoro di rete con le altre associazioni e gli attori di solidarietà del circondario imolese a cominciare naturalmente dall’amministrazione locale. Così come la forma giuridica di organizzazione di volontariato che abbiamo scelto e i valori statutari che ci siamo date ci tengono intrecciate e fedeli ai principi democratici e di parità e difesa dei diritti che ogni giorno pratichiamo come persone e come volontarie.

Le nostre reti sono create in base alla sintonia con le nostre pratiche di volontariato e di cittadinanza per promuovere un nuovo femminile che vede i propri diritti essere riconosciuti e sostenuti dalla comunità”.

Progetto scolastico dell’I.I.S. Bartolomeo Scappi in collaborazione con l’Associazione PereDonne di Imola e Radio Media Castellana di Castel San Pietro Terme. Per info: FB | @cheradiodigenere

La campagna 5×1000 di PerLeDonne che premia tesi discusse nelle università dell’Emilia-Romagna riguardanti gli aspetti culturali, educativi, giuridici e psicologici del contrasto alla violenza contro le donne. Per info: Dai valore al merito>>

Sportello itinerante dedicato alle donne con disabilità di natura fisica e/o psichica, ideati e messi a punto dal Centro Antiviolenza – PerleDonne di Imola. Per info: Farfalle nello stomaco>>

Progetti di formazione nelle scuole del circondario imolese. Per info: Nelle scuole>>

Letture e animazioni di emancipazione femminile per i più piccoli. Per info: Eventi>>

Un ritratto della qualità di vita delle donne imolesi a cura di “Per Le Donne” di Imola. Per info: Leggi l’articolo>>

I primi 10 anni di Per Le Donne. I diritti delle donne riguardano tutti

Maria Rosa Franzoni, già presidente e socia fondatrice, ci racconta l’associazione sin dagli inizi: ” l’organizzazione di volontariato PerleDonne è stata costituita formalmente il 30 luglio nel 2012 da 8 socie. Ad oggi le socie sono quasi 80 e circa un terzo è impegnato attivamente e a titolo volontario nelle attività dell’associazione.
PerleDonne ha l’obiettivo di promuovere la cultura della parità dei diritti di genere e interventi di contrasto alla violenza maschile sulle donne. In questa direzione sin da ottobre 2012 ha assunto la gestione del centro antiviolenza del circondario imolese e, nel 2016, ha avviato il centro di cultura femminile LiberaMenteDonna.
La sede dell’associazione è a Imola, ma l’ambito territoriale di intervento è quello del circondario imolese con 3 punti di contatto e orientamento a Borgo Tossignano, Medicina e Castel San Pietro che hanno lo scopo di estendere l’attività di sensibilizzazione sul tema della violenza di genere, di individuare nuove volontarie e di intrecciare rapporti con la rete dell’associazionismo anche nei Comuni del circondario. Da questo punto di vista si è rivelata molto favorevole la Casa della Salute come nuovo punto di riferimento dei servizi alla persona e spazio di integrazione delle associazioni non profit locale.
In soli 10 anni PerleDonne ha assistito alla crescita di attenzione e sensibilità rispetto ai temi di cui si occupa. Questa nuova apertura culturale e politica ha permesso all’associazione di avviare nuovi percorsi in diversi ambiti della comunità imolese tra cui la scuola, la formazione professionale, le istituzioni locali e il mondo imprenditoriale e aziendale. Le iniziative che l’associazione promuove hanno l’intenzione di

piantare il seme di una nuova consapevolezza e sensibilità nella comunità imolese riguardo al riconoscimento della violenza sulle donne e all’assunzione delle responsabilità individuali, civili e istituzionali nel creare nuove possibilità di uscita ed emancipazione”.

Il centro antiviolenza di Perledonne. Uscire dalla violenza è possibile.

Abbiamo chiesto a Daniela Villa, volontaria del centro antiviolenza, di restituirci una lettura del fenomeno della violenza sulle donne nel circondario imolese partendo dai dati registrati in questi ultimi anni.

Le persone e non solo i numeri del 2021

74 donne accolte
36 donne con figlie e figli
61 figli e figlie
28 figlie e figli che subiscono violenza diretta o assistita

Fascia di età:
26% anni 18-29
45% anni 30-49
14% anni 50-59
7% anni 60-69

Autori delle violenze:
57% coniuge o ex coniuge
22% familiari
10% convivente
0.5% amico/conoscente
0.1% sconosciuto
0.1% gruppo

“I dati raccolti nel 2021, in linea con tutte le altre annualità e i dati nazionali, confermano che la maggior parte delle violenze vengono agite all’interno dei contesti familiari, luoghi che dovrebbero evocare sicurezza, amore, protezione. La violenza è perpetrata proprio dal partner, marito, convivente, ex coniuge, fidanzato. Questa evidenza è confermata dai dati registrati nel 2020, anno del lockdown durante il quale nostro centro antiviolenza ha accolto 83 donne con un incremento del 25% rispetto agli altri anni in cui gli accessi si so attestano in media intorno a 65. Un altro dato che parla chiaro riguarda il 46% dei figli e delle figlie che hanno subito violenza diretta o assistita. È un esito che smentisce il mito, restituito spesso dai titoli e dai virgolettati dei media, secondo cui l’uomo che agisce violenza sulla donna rimane comunque un bravo padre.
PerleDonne ha posto attenzione anche all’aumento di accessi al centro da parte di donne molto giovani, tra i 18 e i 29 anni, che tra il 2017 e il 2021  raggiunge il 32%. Questa rilevanza ha portato PerleDonne a lavorare insieme ad altre associazioni del territorio in ambiti scolastici e con i e le più giovani per iniziare a parlare di patriarcato, di ruoli e stereotipi di genere, di parità e di autodeterminazione delle donne e soprattutto per trasmettere già in giovane età le chiavi di riconoscimento della violenza e le prime pratiche di allerta, messa in sicurezza ed emancipazione. 

In questi 10 anni di accompagnamento e supporto alle donne che hanno subito violenza, PerleDonne può testimoniare con evidenza che

la violenza maschilista contro le donne non è una questione privata ma è prodotta dalla stessa organizzazione sociale. È un fenomeno culturale e strutturale della società e come tale si manifesta in ogni ambiente e categoria socio-economica. Imparare a riconoscerla per sradicarla è un processo che riguarda tutte e tutti.

Il centro antiviolenza di PerleDonne in questi 10 anni,  insieme alla rete regionale dei centri antiviolenza di cui fa parte, ha sviluppato una pratica di accoglienza della donna vittima di violenza che impegna le proprie Il centro antiviolenza di PerleDonne in questi 10 anni, insieme alla rete regionale dei centri antiviolenza di cui fa parte, ha sviluppato una pratica di accoglienza delle donne sopravvissute alla violenza e che impegna le proprie operatrici volontarie sin dalla prima telefonata di contatto in un percorso che mette al centro la relazione con la donna, i suoi desideri e le sue necessità. Attraverso la relazione di fiducia che si crea tra donne si costruisce un percorso di riconoscimento e fuoriuscita dalla violenza, di autodeterminazione e di crescita della consapevolezza riguardo alle proprie possibilità di scelta e azione“. 

PerleDonne di Imola è una organizzazione di volontariato socia di ASVO ODV, ente gestore di VOLABO – Centro Servizi per il Volontariato della città metropolitana di Bologna. Chi siamoDiventa socio ASVO ODV

Per informazioni

www.perledonneimola.it | www.facebook.com/perledonneimola
perledonneimola@gmail.com | 331 2748696 (in orari d’ufficio)

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