PLAY: SPAZI COMUNI DI ATTIVAZIONE DELLA COMUNITÀ. Partecipazione e condivisione attraverso il gioco, il teatro e la socializzazione

Il progetto realizzato nel quartiere Savena di cui ci parla Vittoria Affatato di ASSOCIAZIONE SENZA IL BANCO APS.

Play: spazi comuni di attivazione della comunità è un progetto realizzato nel quartiere Savena da 5 associazioni:

ASSOCIAZIONE SENZA IL BANCO APS; FRATERNAL COMPAGNIA APS; AUSER VOLONTARIATO BOLOGNA ODV; ORTO GIARDINO PEPPINO IMPASTATO APS; CITTADINANZATTIVA EMILIA ROMAGNA APS.

La rete di associazioni di Play: spazi comuni di attivazione della comunità ha promosso una analisi partecipata del territorio per conoscerne meglio i bisogni, intercettare le aree di fragilità, le risorse disponibili, e comprendere quali azioni realizzare per generare coesione sociale. Attraverso l’empowerment, la diffusione della cultura del buon vicinato, il “meticciaggio” di competenze e saperi e l’ampliamento delle opportunità culturali per le giovani generazioni, il progetto ha individuato percorsi per “fare comunità”.

Vittoria Affatato di Senza il Banco APS, capofila del progetto Play, ci ha raccontato le diverse azioni progettuali che, attraverso la cultura, il teatro e il gioco, hanno portato socialità e partecipazione in alcune zone del quartiere Savena.

Abbiamo chiamato il progetto Play (Spazi comuni di attivazione della comunità – Partecipazione e condivisione attraverso il gioco, il teatro e la socializzazione), nome stringato che sottintende l’obiettivo principale della rete: riattivare e mettere in gioco spazi comuni e comunità in due aree specifiche del quartiere Savena, via Abba e Due Madonne. La vera grande sfida del progetto è stata nella zona Due Madonne dove non avevano mai lavorato prima e, con grande soddisfazione, abbiamo avuto una buona risposta.

Eravamo molte associazioni e ognuna ha giocato le sue specificità per curare e portare avanti diverse iniziative, non soltanto in ambito sociale ma anche nel ripristino di aree pubbliche del quartiere Savena.
Abbiamo scelto di suddividere il lavoro in macro aree che si sono intrecciate, a seconda delle esigenze dei cittadini.
L’azione denominata “Chi gioca ha già vinto” mirava all’integrazione di ragazzi di via Abba attraverso il calcio. Non solo, abbiamo fatto anche delle interviste ai ragazzi selezionati dalla Pontevecchio Calcio che hanno raccontato le loro storie in maniera teatrale e che poi sono state riproposte sotto forma di interviste dalla Fraternal Compagnia. 

L’ altra “Wellbeing” era più legata al territorio e mirava all’incontro tra vicini attraverso eventi conviviali e feste. Qui differenti aree territoriali si sono incontrate tramite iniziative attinenti alla memoria locale, prima in via Abba e poi nel villaggio Due Madonne, dove alcuni residenti si sono messi in gioco e hanno raccontato le loro storie. L’intreccio di racconti è diventato poi uno spettacolo presentato durante la rassegna di BolognaEstate tenuta in piazza Lambrakis.
In quest’azione che trattava tematiche quali l’integrazione, la contaminazione e la socializzazione abbiamo realizzato una serie di eventi. Abbiamo messo in atto un processo di riqualificazione dello spazio, spostando le panchine, realizzando delle aiuole- Abbiamo poi coinvolto le scuole nella riflessione sulle differenze e l’intolleranza. Il progetto Orti Peppino Impastato ha coinvolto i ragazzi che alla fine hanno fatto un elaborato con interessanti cartelloni.

Play ha avuto una buona risposta da parte dei cittadini. Ci sono state iniziative auto-organizzate, momenti di condivisione, patti di collaborazione, ed è piaciuta molto anche l’idea della cura degli spazi comuni. In uno degli eventi siamo intervenuti in piazza Lambrakis con un abbellimento che potesse dare un’idea di riqualificazione. È stato interessante l’incontro tra generazioni, ovvero tra la “vecchia guardia” e le nuove famiglie con bambini. Abbiamo distribuito le carte … e le persone hanno iniziato a giocare.

PLAY: SPAZI COMUNI DI ATTIVAZIONE DELLA COMUNITÀ. Partecipazione e condivisione attraverso il gioco, il teatro e la socializzazione. Leggi una breve descrizione del progetto.

Città di Bologna | Quartiere Savena

  1. ASSOCIAZIONE SENZA IL BANCO APS
  2. FRATERNAL COMPAGNIA APS
  3. AUSER VOLONTARIATO BOLOGNA ODV
  4. ORTO GIARDINO PEPPINO IMPASTATO APS
  5. CITTADINANZATTIVA EMILIA ROMAGNA APS
  1. Quartiere Savena
  2. APD Pontevecchio Calcio
  3. Associazione Mondo Donna,
  4. ASD Polisportiva Pontevecchio Q.re Savena
  5. Istituzione per l’inclusione sociale Don Paolo Serra Zanetti, CNGEI BO2
  6. Biblioteca Ginzburg, Parrocchie del territorio
  7. Comitati informali di residenti (Abba e Due Madonne)
  8. Istituto comprensivo 9
  9. Sqeezezoom Bottega
  • Contrasto a condizioni di fragilità e di svantaggio della persona al fine di intervenire sui fenomeni di marginalità e di esclusione sociale, con particolare riferimento alle persone senza dimora, a quelle in condizioni di povertà assoluta o relativa, ai migranti
  • Sviluppo e rafforzamento della cittadinanza attiva, della legalità e della corresponsabilità, anche attraverso la tutela e la valorizzazione dei beni comuni
  • Contrasto alle solitudini involontarie, specie nella popolazione anziana, attraverso iniziative e percorsi di coinvolgimento partecipato;
  • Sviluppo di forme di welfare generativo di comunità anche attraverso il coinvolgimento attivo e partecipato in attività di utilità sociale dei soggetti che beneficiano di prestazioni di integrazione e sostegno al reddito nonché degli altri appartenenti alle categorie di cui all’articolo 1, comma 312, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 e all’articolo 1, commi 86 e 87, della legge 11 dicembre 2016, n. 232
  • Mettere a sistema una serie di interventi per stimolare nuove forme di solidarietà, di scambio, di empowerment individuale e di comunità
  • Intercettare nuclei fragili a rischio, che non si recano ai servizi
  • Effettuare una più approfondita analisi partecipata del territorio, nella modalità della ricerca-azione, per misurare un “indice di capacità familiare” nel suo complesso (non solo reddito, ma composizione e supporti di reti familiari, origine, livello di istruzione ecc.)
  • Favorire la cultura del buon vicinato e la coesione sociale
  • Favorire lo scambio intergenerazionale e il “meticciaggio” di competenze e saperi
  • Cercare nuove forme di comunicazione e coinvolgimento degli adolescenti
  • Ampliare le opportunità educative e ridurre il disagio dei minori

Le azioni hanno riguardato due aree: via Abba e Due Madonne.

  1. Chi gioca ha già vinto. Attività di laboratorio teatrale in modalità di racconto e interviste in ambito sportivo, rivolta ad un gruppo di adolescenti, per poter affrontare le tematiche dell’esclusione, del bullismo e del razzismo attraverso lo sport; realizzazione di due tornei quadrangolari.
  2. Chi siamo – la memoria e la costruzione delle identità. Laboratori di teatro di narrazione per stimolare il passaggio da un “io” a un “noi” attraverso punti di vista di generazioni e culture diverse.
  3. Wellbeing – contaminazione, socializzazione e partecipazione. Lavoro di ricostruzione e rigenerazione della comunità attraverso strumenti di animazione sociale territoriale; incontri di mappatura e di conoscenza dei cittadini residenti e delle realtà del territorio. Gli interventi realizzati sono stati articolati su tre ambiti tematici: SocializziAMO, CoabitiAMO e LaboriAMO.

Il progetto ha prodotto capacità generative sia in termini di allargamento della rete, con il coinvolgimento di altri soggetti del territorio (come ad esempio parrocchie,  società sportive, CNGEI, biblioteca, scuole, commercianti ecc.), sia di utilizzo di nuovi spazi messi a disposizione dalla comunità.

Le iniziative messe in campo hanno permesso l’incontro tra due comunità di giovani unendo le due zone “bersaglio” del progetto (Abba e Due Madonne) grazie alle proposte sportive e ludiche, di cui hanno beneficiato indirettamente anche le famiglie. Nella zona Due Madonne le attività di teatro e narrazione dei luoghi hanno coinvolto due comitati di residenti e un gruppo di ragazzi immigrati frequentanti l’istituto superiori Manfredi Tanari, portando alla realizzazione di uno spettacolo aperto alla cittadinanza.

Alcuni residenti hanno mostrato l’intenzione di auto organizzarsi e proporre un patto di collaborazione al Quartiere per l’uso degli spazi per attività per la comunità, come la cura dell’area di piazza Lambrakis e un mercatino dello scambio. Quest’area, considerate la vivacità e l’attivazione dei residenti e l’unione dei due comitati presenti, ha attratto ulteriori azioni di nuovi progetti. Nella zona Abba un gruppo di ragazzi continua a frequentare le attività e gli spazi delle associazioni presenti sul territorio anche oltre la conclusione delle azioni di progetto.

In conclusione, le azioni di progetto hanno favorito la costruzione di un sistema di responsabilità condivisa, in particolare in una delle due aree di intervento (Piazza Lambrakis – zona Due Madonne); i residenti sono diventati essi stessi attivatori e risorsa per gli altri. L’animazione territoriale svolta mediante feste a tema, spettacoli, è stato un mezzo informale per avvicinare i residenti, un’opportunità di incontro per mediare la conflittualità esistente, una modalità per vivere l’incontro multietnico come occasione di socialità e conoscenza.

  • Genitori di minori:61
  • Minori: 123
  • Anziani over 65: 20
  • Multiutenza: 254

51, di cui 15 hanno meno di 35 anni

Per informazioni:

Associazione Senza il Banco

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