Dove va il volontariato nel Paese dei vulnerabili

“Dove va il volontariato nel Paese dei vulnerabili. Nuove povertà, nuovi bisogni, le Odv chiamate a un salto in avanti” è il titolo del nuovo numero di Vdossier, la rivista monografica realizzata grazie alla collaborazione dei CSV di BolognaL’AquilaLazio, Lombardia, Lombardia SudMarcheMessinaMilanoPadovaPalermo e Rovigo

Questo numero rivolge la sua attenzione alle nuove vulnerabilità. Una fotografia su bisogni e povertà emergenti. E’ da diversi anni ormai che i volontari, con il loro impegno quotidiano in prima linea, lanciano l’allarme sull’avanzare di fragilità in forme finora inedite. Alle loro porte infatti non bussano più solo i senza dimora o gli emarginati, ma sempre più spesso le vittime della crisi, persone in difficoltà per licenziamento, mobilità, cassa integrazione, precarietà occupazionale e malattia. Una zona grigia della società, che non ha ancora perso tutto, ma ha paura a dirlo; che chiede tanto un aiuto materiale quanto relazionale; impreparata ad affrontare una situazionale simile perché povera non lo è mai stata. Regioni, territori e città, caratterizzate fino a ieri da un benessere diffuso, stanno oggi conoscendo – in una “società liquida”, come direbbe il sociologo Bauman – fenomeni di vulnerabilità, precarietà e incertezza allarmanti.

Ma come uscire, dunque, da questo labirinto? E’ imprescindibile un dialogo più stretto fra mondo del volontariato e istituzioni locali e nazionali, in una prospettiva di sussidiarietà e solidarietà, allo scopo non solo di incrementare la capacità di intercettare le situazioni di povertà del territorio, ma anche prevedendo l’adozione di nuovi approcci, più attenti alla dimensione domiciliare e territoriale degli interventi.

Insieme occorre costruire modelli di partecipazione delle politiche sociali condivise, puntuali ed efficaci. Perché, se è vero che, grazie all’azione dei volontari, conosciamo bene i volti delle persone e delle famiglie che sono scivolati fuori dalle maglie strette della rete di protezione sociale, è altrettanto vero che la rete della solidarietà, dell’altruismo e della gratuità è il principale salvagente che può permettere di non annegare del tutto nel mare della crisi.

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