Libro: La dolce evasione, cucine dal carcere

Potreste mai immaginare di cuocere una torta con uno sgabello e un fornellino da campeggio? Di tagliare a cubetti un pomodoro con il coperchio di una lattina?

Non ci sono limiti alla fantasia e all’ingegno degli uomini quando farebbero di tutto in carcere per concedersi una dolce evasione e riportare al gusto il sapore della vita oltre le sbarre.

Gaz Kullau, autore della rubrica di cucina del settimanale Ne Vale la Pena del carcere Dozza di Bologna è anche autore del libro La dolce evasione, cucine dal carcere, scritto e pubblicato nell’ambito del progetto Fuori e Dentro. Giustizia riparativa e pena utile. Si tratta di un simpatico ricettario in cui ogni pietanza è accompagnata da una piccola introduzione che crea una sorta di legame, di dialogo tra Gaz e il lettore, tra chi sta dentro e chi sta fuori.

Per me cucinare è diventata una grande passione. All’inizio della mia detenzione era solo un passatempo, un modo per far passare le ore, ma ora è parte della mia vita. Da libero la cucina mi piaceva più da gustare, dentro invece, avendo avuto l’occasione di lavorare nella cucina del carcere della Dozza, ho cominciato a dedicarmi con impegno e poi con amore. Quando sei in carcere, hai molto tempo per conoscere te stesso e scoprire “chi sei veramente” e quando ci riesci, vedi che dentro di te sono nascoste possibilità inimmaginabili, come la passione per la cucina. Lavorare in cucina mi fa stare bene. È lì che penso al mio futuro, ai fornelli mi sento libero. Preparare dei piatti, è un grande piacere, è un’enorme soddisfazione. Il cibo è fatto di gusti e colori, la cucina sta nell’abbinamento di ricerca e fantasia. Una volta entrato in questo mondo non mi sono più fermato, qui mi sento, libero e creativo. Certo avere degli utensili adatti aiuterebbe, è un po’ la mancanza si sente. Qui ci arrangiamo con quello che si trova, che è permesso, per esempio montiamo la panna in una bottiglia di plastica, stendiamo la pasta con il manico della scopa, tagliamo il pan di Spagna con un filo, cuciniamo con il “forno-fai-da-te”, fatto con le teglie di alluminio e un fornello da campeggio, usando il piatto di ferro per diffondere il calore. Ma alla fine quando si ha una passione, si fa di tutto per portarla avanti.

(Gaz – introduzione de La dolce evasione)

 

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