Vdossier: la valorizzazione delle competenze del volontariato

È online l’ultima edizione di Vdossier, la rivista trimestrale edita dai CSV di Bologna, Marche, Messina, Milano e Rovigo. Questa pubblicazione, dal titolo “Quando il volontariato entra nel curriculum. Abilità e capacità convalidate sono utili per studio e carriera”, è interamente dedicata al tema della valorizzazione delle competenze del volontariato.

L’Unione europea da alcuni anni si sta impegnando con diverse iniziative per incoraggiare e semplificare su tutto il territorio il riconoscimento delle competenze dei suoi cittadini, e per garantire loro il diritto di apprendimento lungo l’arco della vita. Tra queste iniziative ce n’è una in particolare che coinvolge il mondo del non profit: la validazione dell’apprendimento non formale e informale.

Chi fa volontariato infatti acquisisce e sviluppa competenze tecniche e trasversali grazie sia all’esperienza situazionale (informale), sia alla formazione in contesti differenti da quelli canonici (non formale). Creatività, problem solving, comunicazione e ascolto, analisi dei bisogni, abilità relazionali sono solo alcune delle competenze che si possono acquisire facendo volontariato, e che possono essere spese non solo nell’ambito della solidarietà, manche in altri contesti di vita, come quello lavorativo e di studio.

In una società sempre più dinamica e mutevole, dove il mercato del lavoro subisce gli effetti della crisi economica mondiale e dove il terzo settore gioca un ruolo fondamentale nei sistemi di welfare per il suo forte impatto positivo, il riconoscimento e la valorizzazione di queste competenze diventa fondamentale, perché significa dare valore all’individuo, alla collettività, all’esercizio della solidarietà.

Vdossier dopo una panoramica europea e nazionale sulla validazione dei saperi approfondisce le varie tematiche con diversi articoli, due dei quali sono scritti da Paola Atzei, referente dell’area formazione e innovazione di VOLABO. Nel primo, intitolato “Per una comunità più competente i CSV stringano legami fra non profit, scuola e lavoro” si parla dell’importanza di costruire delle partnership territoriali forti con soggetti importanti e competenti per garantire al volontariato dei percorsi di accesso al sapere che valorizzino “la pratica di cittadinanza attiva come luogo di apprendimento generativo”. Grazie a un “approccio per competenze”il volontariato e i singoli volontari possono crescere insieme migliorando riempiendo sempre più di significato così il concetto di responsabilità individuale e collettiva. Nel secondo articolo, intitolato “Cvol, il libretto che valorizza l’apprendimento permanente e un patrimonio di conoscenze”, viene presentato un servizio che il CSV bolognese offre ai volontari, ma anche ai collaboratori e dipendenti di una OdV, per validare le competenze trasversali e tecniche acquisite durante l’esperienza associativa. L’obiettivo è duplice: valorizzare il capitale umano delle associazioni e rendere più consapevoli volontari del loro patrimonio di conoscenze e capacità.

Per informazioni:

paola.atzei@volabo.itCVol – Libretto delle competenze del volontario

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