Viaggio nella progettazione DGR 699/2018 | Documentazione multimediale dei progetti realizzati nella città metropolitana di Bologna

Il 14 maggio 2018, con la Deliberazione di G. R. n. 699, la Regione Emilia-Romagna ha approvato e lanciato il Bando per il finanziamento e il sostegno di progetti di rilevanza locale promossi da Organizzazioni di volontariato o Associazioni di promozione sociale, per un importo complessivo di €1.727.308,57, derivante dall’Accordo di programma con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ai sensi degli articoli 72 e 73 del D.lgs. n. 117/2017, Codice del terzo settore.

Il bando richiedeva un percorso di co-progettazione che coinvolgesse i diversi Uffici di Piano, affinché i progetti proposti fossero in linea con la programmazione distrettuale, per andare a soddisfare i bisogni emergenti dalle diverse comunità locali. Gli enti gestori dei Centri di  Servizio per il Volontariato sono stati chiamati a svolgere la funzione di facilitatori della creazione delle reti interassocitive e interistituzionali in stretta sinergia con gli enti locali e il Forum del Terzo Settore;  e sono stati coinvolti nella fase di monitoraggio delle azioni in itinere e del loro impatto sociale. La delibera, inoltre, stabiliva che la partecipazione ai processi di co-progettazione promossi dagli enti gestori dei Centri di Servizio sarebbe valsa come premialità.

 Nel territorio della città metropolitana di Bologna 132 associazioni – tra cui 54 di volontariato e 78 di promozione sociale – hanno scelto la facilitazione di VOLABO e hanno candidato 20 progetti. Di questi ne sono stati accolti e finanziati 19, per un ammontare di €396.614,24.

 VOLABO ha strutturato un percorso che è partito con due incontri di presentazione del bando rivolti a tutte le ODV e APS del territorio metropolitano di Bologna. Successivamente sui singoli distretti, VOLABO e il referente del corrispondente Ufficio di Piano hanno promosso due incontri progettuali che hanno dato esito alla creazione delle reti tra le associazioni partecipanti e alla stesura di piani di azione in linea con i bisogni locali.  Da qui, grazie a una consulenza progettuale personalizzata, VOLABO ha accompagnato le singole reti alla candidatura del progetto.

Uno sguardo su un modo nuovo di co-progettare

Con questo bando la Regione ha riconosciuto ai Centri di Servizio per il Volontariato il ruolo di facilitatori di percorsi di co-progettazione innovativi. È stata per noi una sfida certamente non facile ma molto stimolante, che ci ha permesso di valorizzare  il Codice del Terzo settore portandoci ancora una volta e ancora di più a promuovere, sostenere, fortificare il volontariato e il suo sviluppo. Abbiamo affiancato le associazioni nell’agire il ruolo di advocacy e a costruire relazioni sempre più proficue con le amministrazioni locali, senza mai sostituirci a loro, ma anzi, stimolandole a far emergere il valore e l’unicità di ognuna. Ciò che ho potuto apprezzare in questi percorsi è stata una capacità da parte di tutti di portare un impatto positivo sul benessere di comunità.
Giancarlo Funaioli, Past Presidente di ASVo ODV – VOLABO

Ho preso atto di quanto dichiarato da Giancarlo Funaioli, che mi ha preceduto nel ruolo di presidenza del Centro di Servizi per il Volontariato metropolitano. È mia intenzione proseguire in questa direzione, mettendo a disposizione di ASVo ODV e VOLABO  la mia esperienza per accompagnare il volontariato a sviluppare le sue innumerevoli qualità e potenzialità. Laddove c’è una spinta propulsiva che arriva dal basso ad agire la solidarietà, a confrontarsi e cooperare gratuitamente per il bene comune, c’è anche la via giusta per programmare e realizzare insieme alle amministrazioni un welfare davvero generativo. Dico ciò nel momento in cui la co-progettazione  del bando DGR 689/2019 ha dovuto ripensarsi alla luce dell’emergenza epidemiologica, con le restrizioni da una parte, la voglia di rispondere subito ai nuovi bisogni emergenti dall’altra. Se siamo uniti e lavoriamo tutti per  un interesse condiviso, queste nuove sfide saranno delle opportunità di sviluppo delle nostre comunità locali che sapremo coltivare.
Ermanno Tarozzi, Presidente di ASVo ODV – VOLABO

La maggior parte delle reti nate erano squadre diversamente composte, spesso non omogenee, con l’obiettivo di costruire insieme all’Ente pubblico delle risposte concrete, efficaci, condivise ai bisogni delle comunità locali. Come VOLABO abbiamo accompagnato queste reti non solo a portare avanti i progetti, ma anche a cercare di capire – insieme –  quali fossero le fragilità e i punti di forza, e le abbiamo sostenute con la consapevolezza che  il loro contributo più innovativo stesse proprio dentro questa nuova capacità di co-progettazione e dialogo con gli Enti.
Abbiamo messo a disposizione le nostre competenze e, soprattutto, ci siamo messi in ascolto di tutti i soggetti coinvolti. Capire, sentire le diverse forme di organizzazione – anche quelle che non conoscevamo prima della Riforma – e le diverse forme di portare aiuto, osservare il territorio attraverso i loro occhi è stata la vera magia.
È fondamentale per promuovere la coesistenza della differenza nella ricerca di punti di coesione. Altrimenti ci fermeremmo a leggere la realtà a partire dalle interpretazioni della cartina geografica, perdendoci i contorni dentro i quali tutti gli attori possano riconoscersi. È stato faticoso, certo, ma abbiamo assaporato una nuova capacità di essere più vicini al territorio.
Cinzia Migani, Direttrice di VOLABO

Persone e territorio sono stati i binari che hanno segnato la via percorsa in questa nuova esperienza di co-progettazione voluta dalla Regione Emilia Romagna. Al CSV, a cui sono state riconosciute la competenza e l’esperienza maturate negli anni attraverso i servizi di progettazione e animazione territoriale, è stato assegnato il ruolo di facilitare la costruzione e manutenzione delle relazioni tra più soggetti anche molto diversi tra loro,  la lettura condivisa dei territori, la progettazione condotta insieme. Tutto ciò si è tradotto in preziosa occasione che ha permesso a VOLABO di rinsaldare e rinnovare relazioni con ODV e APS su tutta l’area Metropolitana.
La  logica distrettuale adottata ha portato una maggiore vicinanza ai bisogni e le peculiarità dei territori, ha favorito e ampliato le opportunità di partecipazione anche delle piccole realtà del terzo settore locale che hanno potuto valorizzare le proprie risorse, ha consentito di avviare una proficua e positiva collaborazione con gli Uffici di Piano. Si tratta di una scelta positiva, da cui è emerso come elemento caratterizzante proprio il processo di costruzione delle reti tra associazioni, molte delle quali non avevano mai lavorato insieme prima d’ora. Grazie a questi progetti, infatti, le associazioni hanno sperimentato l’opportunità di una migliore conoscenza reciproca, di un confronto sulle prassi e sui metodi di lavoro, creando sinergie innovative per la realizzazione delle azioni previste e il perseguimento degli obiettivi di progetto.
Laura Pacetti, Responsabile Area Sviluppo Servizi sul Territorio

Il buon esito delle iniziative messe in campo sul territorio dalle associazioni che hanno partecipato al Bando per progetti di rilevanza locale DGR 699/2018 è sicuramente una delle conseguenze positive della Riforma del Terzo Settore. I progetti hanno potuto essere subito operativi grazie agli ingenti finanziamenti del Ministero, che ha stanziato delle risorse ripartite su un piano triennale, consentendoci di lavorare con una prospettiva più a medio termine. Per la prima volta abbiamo potuto infatti contare su un budget importante: parliamo di 1.800.000 euro per il primo anno, 1.950.000 euro per il secondo anno e nel 2020 sono previsti 2.400.000 euro.
Ci siamo perciò chiesti come valorizzare queste risorse nell’interesse di rafforzare le comunità locali, un’attitudine che è molto radicata nel DNA della Regione. In continuità con il lavoro svolto negli ultimi anni abbiamo quindi pensato d’investire sul territorio, con l’obiettivo di fare rete e creare legami fra le associazioni presenti a livello locale, in modo da intercettare più direttamente i bisogni e le risorse dei vari territori. In quest’ottica istituire un bando regionale, con una valutazione centralizzata, per quanto approfondita, non avrebbe sicuramente dimostrato la stessa efficacia nel cogliere certi aspetti che le associazioni locali conoscono per esperienza.
Abbiamo deciso di lavorare quindi con un bando che non ha una struttura competitiva, individuando gli ambiti distrettuali e il numero massimo di progetti per territorio. La sfida importante è stata quella di chiedere alle associazioni di non presentare i progetti singolarmente ma di costruire delle reti tra le APS (Associazioni di Promozione Sociale) e i CSV (Centri di Servizio per il Volontariato), che sono i destinatari delle risorse. Il coinvolgimento degli Uffici di Piano si è rivelato poi molto utile nell’indicare le priorità a livello territoriale e valutare la coerenza dei progetti con quelli che sono i bisogni del territorio. La costruzione di un partenariato forte tra la Regione e i CSV è stata quindi la nostra priorità, in un’ottica di rinnovamento nei rapporti fra i due soggetti, per creare una collaborazione efficace nel perseguire insieme questo nuovo percorso. L’iniziativa si è rivelata vincente, sia per l’entusiasmo e la professionalità mostrate dai CSV sia perché essi sono soggetti riconosciuti dal territorio.
Il risultato è stato quello che speravamo: siamo infatti riusciti a finanziare 97 dei 115 progetti arrivati e i territori hanno risposto costruendo reti e accordandosi sugli interventi. Tutto ciò ha reso possibile la creazione di progetti coerenti e sentiti dal territorio evitando uno spreco di risorse e possibili elementi di conflittualità.

Nel secondo anno abbiamo rinforzato i presupposti positivi di co-operazione maturati nel primo e aggiustato il tiro su alcuni dubbi e criticità emersi. La risposta è stata differenziata e positiva su tutto il territorio. La provincia di Bologna si è però distinta e la presenza ingente di associazioni sul suo territorio, aspetto che avrebbe potuto creare difficoltà rappresentando un ulteriore elemento di complessità, si è rivelata una risorsa grazie soprattutto alla mediazione del Centro Servizi.
La sfida adesso è quella di capire che esiti ha avuto questo processo in termini di ricadute sul territorio e di generazione di nuove risorse, con tutto lo scambio di conoscenza, competenze ed energie che è stato messo in campo. Ma soprattutto è importante riuscire a dare continuità alle nuove collaborazioni e ai progetti che sono nati, mantenendo alta l’attenzione nei confronti dell’innovazione, per andare oltre il consolidamento delle iniziative e consentire che i progetti possano un giorno reggersi sulle proprie gambe evitando poi di diventare dei veri e propri servizi vissuti in chiave “istituzionale”.
Monica Raciti, responsabile del Servizio Politiche per l’integrazione sociale e il contrasto alla povertà e terzo settore Regione Emilia Romagna

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