Quando mamma o papà hanno qualcosa che non va

Quando mamma o papà hanno qualcosa che non va è il titolo del libro che l’autrice Stefania Buoni ha dedicato a tutti i giovani e giovanissimi caregiver, figli di genitori con un disturbo mentale. L’opera,  pubblicata nel 2018 con il servizio di EditoriaSociale del CSV di Terni grazie a un bando del 2017, non è acquistabile nelle librerie ma attraverso la piattaforma di crowdfunding  www.buonacausa.org.
Il ricavato sarà utilizzato per sostenere l’omonimo progetto dell’Associazione COMIP – CHILDREN OF MENTALLY ILL PARENTS di cui l’autrice fa parte. L’obiettivo è di stampare molte altre copie del libro da  donare a scuole, biblioteche, centri di salute mentale, consultori, case famiglia di tutte le città e regioni italiane, e realizzare una serie di incontri con gli studenti e gli insegnanti nelle scuole per fare prevenzione.

Quando mamma o papà hanno qualcosa che non va nasce con l’idea di offrire ai giovani caregiver una mini guida alla sopravvivenza per farli sentire meno soli, condividere, conoscere, riconoscere e riconoscersi, saper guardare oltre cogliendo i tratti positivi che può avere anche un’esperienza così dolorosa e difficile da sostenere. Non solo, la pubblicazione, afferma Buoni, rappresenta “un primo squarcio nel muro del silenzio rivolto in modo particolare ai ragazzi e ragazze i cui genitori non hanno consapevolezza di malattia e /o rifiutano le cure”. Infatti, prosegue, “non è difficile pensare che in Italia il numero dei figli di persone colpite da disagio psichico superi ampiamente il milione. Eppure sono spesso completamente invisibili”.

Queste parole fotografano una situazione che solo in parte è descritta da dati e ricerche e sulla quale c’è bisogno di fare luce, per portare chi ne è coinvolto fuori dall’isolamento in cui vive. L’Oms racconta che nel mondo ci sono oltre 400 milioni di persone che soffrono di depressione, 60 milioni di disturbo bipolare, 21 milioni di schizofrenia e, di queste,  circa un quarto sono genitori. Secondo i dati Istat del 2011 in Italia ci sono almeno 170mila caregiver con un’età compresa tra i 15 e i 24 anni, ma si tratta di un dato obsoleto e fortemente limitato, perché non tiene conto dei bambini, dei ragazzi oltre i 24 anni, né di tutti i figli di coloro che non hanno mai ricevuto una diagnosi e/o non sono in cura per la propria patologia psichiatrica.

Il libro contiene un glossario utile a districarsi nella terminologia legata ai problemi della salute mentale, un elenco di contatti di associazioni, centri di riferimento e specialisti in tutta Italia e il racconto di esperienze e vissuti personali corredati da consigli di chi condivide una stessa realtà. Buoni parla apertamente dei sentimenti e le frustrazioni che quotidianamente vivono i giovani caregiver, come “vergogna per comportamenti a volte incomprensibili, bizzarri e imbarazzanti, rabbia, senso di colpa, ansia, amore e odio contemporanei, carico eccessivo di responsabilità, calo del rendimento scolastico, bullismo, e la paura di chiedere, il tutto incluso in un patto di segretezza per il quale ‘i panni sporchi si lavano in famiglia’.” Condividere e conoscere può essere un primo passo per uscire dall’isolamento, un aiuto per stimolare le persone  a prendersi cura della propria sofferenza e non solo di quella dei propri cari, uno strumento per imparare a riconoscere le qualità personali sviluppate grazie anche alla resilienza.

Per informazioni:
https://buonacausa.org/cause/libro-quando-mamma-o-papa-hanno-qualcosa-che-non-va

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