Registro Unico Nazionale del Terzo Settore | Intervista al dott. Alessandro Lombardi – Direzione Generale del Terzo Settore e della responsabilità sociale delle imprese

Lo scorso 8 maggio il dott. Alessandro Lombardi – titolare della Direzione Generale del Terzo Settore e della responsabilità sociale delle imprese – è stato ospite speciale al Corso di specializzazione La Riforma del Terzo settore, organizzato dalla Fondazione dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili di Bologna in collaborazione con VOLABO. In quella sede ha tenuto una relazione sul Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), parlando approfonditamente dello strumento. Noi lo abbiamo intervistato per conoscere meglio la logica da cui nasce il RUNTS e lo stato dell’arte dei lavori che condurranno alla sua apertura.

 

Che cosa significa per un Ente di Terzo Settore (ETS) essere iscritti al Registro unico nazionale del Terzo Settore piuttosto che non esserlo? Qual è il pensiero profondo che c’è dietro questo strumento?
Partirei subito dal parlare della logica sottostante all’istituzione del Registro Unico, che intende superare una situazione di pluralità e differenziazione dei sistemi di registrazione attualmente esistenti – variabili da Regione a Regione e da Regione a livello statale. Ciò è possibile attraverso una disciplina che fissa delle regole di accesso e permanenza all’interno del RUNTS uniformi, valide per tutti su tutto il territorio nazionale, e attraverso una unitarietà dello strumento informatico.
La prospettiva è quella di favorire al massimo la trasparenza e rendere quindi conoscibili tutte le informazioni, i dati più rilevanti della vita dell’ente non soltanto alle pubbliche amministrazioni che gestiscono i dati riguardanti le organizzazioni, ma alla più vasta platea di cittadini. Quando il Registro sarà operativo, la facilità d’accesso ai bilanci, ai rendiconti delle raccolte fondi, e tanti altri dati potrà consentire ai cittadini di formare scelte mature e consapevoli, come decidere se associarsi ad una organizzazione piuttosto che a un’altra, a quale organizzazione destinare il proprio 5 per mille, a beneficio di quale organizzazione fare una donazione.
Non è irrilevante tutto questo per un ente. Un ente è infatti un Ente del Terzo Settore se è iscritto nel Registro. E questo non deve essere visto come un adempimento burocratico, ma deve piuttosto essere visto come una scelta di apertura dell’organizzazione nei confronti della società. Un’apertura che trova da un lato già un radicamento nel territorio dell’ente stesso attraverso le sue attività, ma che consente poi di poter dare conto del modo con il quale svolge le attività di interesse generale tutelate dal Legislatore, rendendo appunto disponibili le informazioni a tutti quanti i cittadini. Secondo questa logica, pertanto, l’apertura – che viene garantita dall’iscrizione al Registro – deve essere vista anche come uno strumento attraverso il quale rinsaldare ulteriormente quella relazione di fiducia che lega l’ente con l’individuo e la comunità di riferimento e più in generale con una platea ancora più ampia di soggetti che decidono di sostenere l’ente di Terzo Settore.

 

Quindi possiamo interpretare il RUNTS, sotto un certo punto di vista, come una sorta di strumento di comunicazione esterna istituzionale e come fonte di credibilità?
Assolutamente sì. È pensato in questa prospettiva e serve a rendere ancora più visibile lo sforzo che tutte le organizzazioni fanno nello svolgimento delle loro attività. È una delle leve su cui fare affidamento e io insisterei molto su questo profilo perché l’ETS ‘fa del bene’, ed è importante al tempo stesso far conoscere che si fa del bene perché ciò aumenta e rinsalda ulteriormente la connettività del tessuto sociale.

 

Il termine del 2 agosto, che porta con sé un po’ di ansie nel mondo delle associazioni, è perentorio o si sta pensando a eventuale proroga o qualche modalità per arginare le fatiche delle organizzazioni?
Facciamo due o tre precisazioni di ordine generale. Il termine del 2 agosto interessa le Odv le Aps e le Onlus per espressa previsione legislativa. Un’eventuale proroga a quel termine non può che essere predisposta dalla legge, non può essere disposta da una circolare amministrativa o da una nota, pertanto solo il Legislatore può decidere. Su questo tema comunque, al fine di dare anche i necessari chiarimenti agli enti interessati, come Ministero del Lavoro, siamo all’opera per la elaborazione di un documento che sarà necessariamente condiviso con le altre Amministrazioni interessate, sempre nella prospettiva di offrire la massima chiarezza possibile a tutti quanti gli enti. Per ovvie ragioni di correttezza non posso anticipare nulla dei contenuti, però posso dire che ci stiamo lavorando ed è nostra intenzione dare un ulteriore segnale di chiarezza, in continuità con le logiche già espresse.

 

Lei specificava che il termine del 2 agosto riguarda le Odv e le Aps che, come sappiamo trasmigreranno dai registri regionali, e ne onlus, per le quali invece è previsto un percorso diverso
La trasmigrazione è prevista dal Codice solo per le Odv e le Aps perché hanno una connotazione soggettiva molto precisa. Noi sappiamo che le Odv iscritte al Registro della Regione Emilia-Romagna passeranno alla sezione Odv del RUNTS. Per le Onlus non viene fatto questo ragionamento da parte del Legislatore, perché Onlus è una qualifica fiscale dietro la quale vi è una pluralità di figure organizzative.
È al tempo stesso vero però che la Onlus è a tutti gli effetti un Ente del Terzo Settore nel periodo transitorio. E quindi per le Onlus dovrà essere previsto un percorso particolare, specifico, che senza integrare la trasmigrazione comunque tenga conto di questo dato di partenza. La costruzione di questo percorso specifico dovrà essere studiata assieme all’Agenzia delle Entrate e il percorso sarà poi declinato e dettagliato nel decreto attuativo del Registro Unico previsto dall’art. 53 del Codice.

 

Vi sono già dei tempi previsti per questa emanazione?
Noi ci stiamo lavorando in stretto contatto con le Amministrazioni regionali, e lavoreremo poi anche con Unioncamere per la parte che riguarda il dettaglio informatico. Naturalmente dovremo acquisire anche gli apporti di altre Amministrazioni, come dicevo a partire dall’Agenzia delle Entrate per quanto riguarda il discorso delle Onlus. Ci siamo dati come obiettivo quello di chiudere la scrittura del testo entro la fine dell’estate. Ce la mettiamo tutta.

 

Cosa accadrà dopo questi termini, e che tempi prevedete per l’apertura del RUNTS?
Questo è strettamente collegato al discorso precedente. Il Ministero del Lavoro ha sottoscritto nel dicembre 2018 un accordo di programma con Unioncamere per la progettazione e realizzazione della piattaforma informatica del RUNTS. È previsto un piano di attività e dalla definizione del decreto attuativo ex articolo 53 del Codice si prevede un tempo di sei mesi entro cui completare la fase di trasmigrazione delle Odv e delle Aps, completando così il primo popolamento del Registro. Se dovessimo rispettare quella data – e dunque anche i tempi del decreto attuativo – entro febbraio marzo dell’anno prossimo dovremmo essere in grado di aprire questa prima parte del RUNTS.
Vedremo poi, anche in base delle scelte che saranno fatte nel decreto per quanto riguarda le Onlus, come si andrà a configurare il percorso particolare di cui le parlavo, e a seguire poi l’apertura progressiva del Registro anche per le altre sezioni.

 

Quindi quello che andranno a fare le Onlus entro il 2 agosto è cercare di adeguare lo statuto cercando di capire che tipo di Enti di Terzo Settore vogliono essere?
Le Onlus andranno ad adeguare lo statuto con quelle accortezze e quelle indicazioni che sono state fornite a suo tempo dall’Agenzia delle Entrate perché, quando parliamo di Onlus, non dobbiamo dimenticare che il loro regime fiscale sopravvive ancora e verrà meno soltanto a partire dal periodo d’imposta successivo all’operatività del RUNTS. Sul punto,  l’Agenzia delle Entrate nel 2018 ha fornito delle indicazioni alle Onlus su come modificare il proprio statuto sottoponendo sostanzialmente le modifiche ad una clausola sospensiva che ne fa dipendere l’efficacia a partire dall’anno di imposta successivo dall’operatività del RUNTS. Questo per evitare che, in tale lasso di tempo e per effetto di qualche malaugurata scelta statutaria, si rischi di perdere i vantaggi fiscali legati alla qualifica di Onlus, che continua a sussistere fino al 31 dicembre dell’anno di operatività del Registro.

Quali i prossimi passi per il completamento della riforma e quali tempi previsti?
In questo momento ovviamente tutta la nostra attenzione è concentrata sul decreto attuativo del Registro unico. Tuttavia non abbiamo tralasciato quelli che sono gli altri atti d’impulso del nostro Ministero. Il Consiglio Nazionale del Terzo Settore che si è riunito lo scorso mese di aprile  ha esaminato le linee guida sulla valutazione dell’impatto sociale e i modelli degli schemi di bilancio che dovranno essere adottati dagli ETS. Contiamo nella prossima riunione del Consiglio Nazionale nel rilascio del parere da parte del Consiglio stesso, in maniera tale che questi provvedimenti possano avere ulteriore corso. In fase avanzata stiamo dialogando anche con il Ministero dell’Economia e Finanza sul decreto riguardante le erogazioni liberali in natura. Stiamo lavorando sulle linee guida in tema di raccolta fondi, rispetto alle quali deve essere ancora aperto il confronto con gli altri attori coinvolti.
C’è un complesso di attività che viene svolto in maniera ininterrotta ed è focalizzato sul completamento dei diversi passaggi di cui si compone la Riforma. Non da ultimo a breve avremo anche la possibilità di nominare – avendo già le rose completate –  i primi Organismi  territoriali di controllo dei CSV.
Il concetto che mi piace trasmettere è quello di una Amministrazione che sta lavorando con grande impegno e serietà su questi temi, sia sul profilo dell’elaborazione della normativa secondaria, sia, d’altro lato, per l’accompagnamento alla Riforma che si traduce in una serie di interpretazioni e di note che vengono emanate dalla Direzione generale e che sono rese disponibili sul portale del Ministero, nell’apposita sezione aggiornata costantemente. Questo perché ci muoviamo sempre in quella logica di certezza e di chiarezza interpretativa che costituisce il tratto peculiare della nostra missione istituzionale.

 

Noi come CSV “buoni compagni di viaggio” del volontariato siamo in costante contatto con queste informazioni che rilanciamo costantemente, e dal canto nostro cerchiamo di facilitare proprio il recepimento della Riforma
Questo certamente è uno snodo particolarmente importante e proprio su questo lei mi dà l’occasione di fare una precisazione molto importante: l’interpretazione che viene fornita dalla Pubblica amministrazione è autentica e allo stesso tempo è anche il frutto di sollecitazioni, apporti e suggerimenti, domande e questioni che provengono da diversi soggetti – dalle Amministrazioni regionali, dagli enti , ma anche dai CSV.  Dunque mi piace descrivere il lavoro che stiamo portando avanti come un lavoro di gruppo. Dietro gli atti ministeriali vi è un notevole lavoro di applicazione  intellettuale delle diverse componenti. E in questo contesto i CSV hanno un ruolo davvero centrale, perché la loro ragion d’essere è proprio quella di fornire assistenza e supporto agli ETS, in particolare a quelli di piccola dimensione, che tante volte possono risultare “spaventati” di fronte ad una novità legislativa del genere. Ecco allora l’importanza di un accompagnamento che può essere svolto in quella condizione di prossimità al territorio, e che può essere svolto in maniera estremamente efficace proprio dai CSV, sui quali si fa affidamento e per i quali il Legislatore della Riforma ha disegnato anche uno scenario di sostenibilità complessiva, consapevole del ruolo fondamentale che sono chiamati a svolgere.

 

Se possibile e lecito chiederlo: ci sono ipotesi relative alla tempistica per il completamento della Riforma?
Le posso certamente ribadire la centralità di alcuni provvedimenti (disciplina del RUNTS, attività diverse, modelli di bilancio) e la conseguente attenzione prioritaria ad essi dedicata.
Poi ci sono alcuni passaggi che non sono governati direttamente dall’Amministrazione. Faccio l’esempio del Regolamento sulle attività diverse che è stato elaborato dal Ministero del Lavoro in concerto con il Ministero dell’Economia e Finanza, ha avuto il parere favorevole della cabina di regia, ma adesso su quel provvedimento si dovrà esprimere il Consiglio di Stato; quindi ci sono dei percorsi  che non rientrano pienamente nella sfera di governabilità dell’Amministrazione, per cui ogni previsione da parte mia sarebbe inopportuna.
Abbiamo già dato delle indicazioni temporali sicuramente molto importanti su quelli che sono i prossimi appuntamenti e credo che questo possa dare il senso del lavoro che si sta facendo, tenendo conto che siamo allineati a quello che prevediamo di fare. Se uno andasse indietro e riavvolgesse il nastro più o meno al mese di ottobre- novembre dell’anno scorso, in cui dicevamo che avrebbe dovuto essere adottata una circolare sugli adeguamenti statutari, disciplinata e regolata la progettazione del RUNTS, e si sarebbero dovute adottare le linee guida per i finanziamenti degli interventi destinati al Terzo Settore, si può affermare che tutti questi atti sono stati compiutamente realizzati, a testimonianza della credibilità dell’Amministrazione.

Le considerazioni contenute nel presente testo sono frutto esclusivo del pensiero dell’intervistato  e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione di appartenenza.

 

Per approfondire:
Codice del terzo Settore
Circolare emanata dal MLPS il 27 dicembre 2018 che ha per oggetto “Codice del Terzo Settore. Adeguamenti statutari”.
Circolare emanata il 29 dicembre 2017 che ha per oggetto “Codice del Terzo Settore. Questioni di diritto transitorio. Prime indicazioni.”
Pagina MLPS su Riforma del Terzo Settore

 

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