Resta a casa. Ti portiamo noi la spesa. Dedicato a chi ha bisogno di un aiuto in più

L’Unione Fa La Spesa: volontariato bolognese, Comune e Coop Alleanza 3.0, Conad e Pam al fianco della comunità più fragile

Si chiama L’Unione Fa La Spesa ed è un servizio di consegna a domicilio della spesa alimentare e dei parafarmaci dedicato alle persone più fragili, alle persone anziane che vivono da sole e hanno bisogno di assistenza, ai disabili, a chi è affetto da patologie croniche o è immunodepresso. Non tutti possono uscire a fare la spesa e non tutti possono aspettare a casa i lunghi tempi di coda previsti dalle consegne a domicilio. Per loro è stato pensato il progetto L’Unione Fa La Spesa: il servizio è frutto di un protocollo d’intesa che il Comune di Bologna ha firmato con Coop Alleanza 3.0, Conad e Pam e il mondo dell’associazionismo e del volontariato rappresentato da Auser Bologna, Forum Terzo Settore e VOLABO – Centro Servizi per il Volontariato della Città Metropolitana di Bologna.

Il servizio è stato attivato lunedì 23 marzo, a partire dalle persone anziane seguite dal #PianoMAIS (Monitoraggio Anziani in Solitudine) abitualmente attivato per rispondere all’emergenza caldo e isolamento durante l’estate. È il Comune a individuare i beneficiari e a dotare progressivamente i volontari delle mascherine che consentano loro di operare in sicurezza. I punti vendita convenzionati predispongono percorsi prioritari dedicati ai volontari del progetto per facilitare e velocizzare l’acquisto. Oltre ai volontari, usufruiscono di questo sistema di accesso prioritario anche i medici ed il personale medico-sanitario, impegnato in questi giorni a fronteggiare l’emergenza Covid-19. Il protocollo è stato comunicato alla Prefettura per abilitare i volontari a muoversi per il servizio di consegna a domicilio.

“L’intento è quello di non lasciare indietro nessuno” commenta l’assessore alle politiche del Terzo Settore del Comune di Bologna, Marco Lombardo “E ci stiamo riuscendo grazie alla fondamentale collaborazione con le associazioni e il volontariato bolognese.  Su questo progetto, come su altre iniziative promosse a favore delle persone più vulnerabili in questa emergenza sanitaria e sociale, si sta concentrando tutta la generosità e l’energia del nostro volontariato e della cittadinanza attiva. Noi abbiamo deciso di convogliare questa solidarietà attraverso collaborazioni con gli Enti del Terzo Settore locali promuovendo iniziative che ci permettono di intercettare e dare risposte concrete ai diversi bisogni delle persone più in difficoltà in questa emergenza. Oltre a iniziative come questa di consegna a domicilio i beni di prima necessità penso al sostegno psicologico a distanza, all’animazione dei più piccoli on line, all’accessibilità delle informazioni utili a contenere il contagio anche per le persone non udenti…Le azioni di volontariato che associazioni e cittadini, in sinergia con l’amministrazione locale, stanno realizzando affinché nessuno rimanga solo in questo momento di grave difficoltà, dimostrano, senza possibilità di dubbio, che la solidarietà non è una questione di risorse economiche ma di disponibilità d’animo”.

Giancarlo Funaioli, presidente di A.S.Vo. O.D.V. – Associazione per lo Sviluppo del Volontariato che gestisce VOLABO, in linea con l’assessore Lombardo parte dalle linee guida della Regione Emilia Romagna per promuovere il volontariato durante l’emergenza Covid-19 “che indicano il Centro Servizi per il Volontariato come uno dei principali promotori e catalizzatori delle iniziative degli Enti del Terzo Settore e delle reti inter-organizzative solidali che continuano a prendersi cura delle persone più esposte da queste circostanze a gravi privazioni e sofferenze. L’Unione Fa La Spesa è una delle innumerevoli dimostrazioni del fatto che mai come ora l’azione volontaria, a fianco dell’amministrazione locale, è fondamentale per sostenere le famiglie e le persone più vulnerabili.  VOLABO sta sperimentando nuove formule di servizio per riuscire a sostenere organizzazioni non profit e volontari in queste iniziative di aiuto e vicinanza tra cittadini che tutelano non solo i più fragili, ma anche la percezione del senso di comunità indispensabile al benessere di ognuno di noi ma soprattutto all’uscita da questa situazione”.

Luigi Pasquali, direttore di AUSER Bologna, alle parole di chi l’ha preceduto aggiunge un’osservazione molto interessante relativamente alle adesioni di cittadini volontari a questa iniziativa “Per la prima volta la stragrande maggioranza dei volontari temporanei sono giovani e questo rappresenta per noi un segnale estremamente positivo di un nuovo modo di sentirsi parte di una comunità. L’esperienza di AUSER e la presenza capillare su tutto il territorio dei nostri volontari si coniuga con questa energia nuova nel fare volontariato e nell’aiutare gli altri che dà speranza non solo rispetto a una fine dell’emergenza ma anche alla possibilità di ricominciare insieme”. Ad Antonella Lazzari, presidente di Auser Bologna abbiamo strappato un’anticipazione di alcuni dati, non definitivi, del monitoraggio delle attività del progetto “Al 27 marzo abbiamo trattato circa 260 segnalazioni e abbiamo realizzato 100 consegne. Al 31 marzo sono stati attivati 200 volontari delle 420 candidature ricevute da Unione Fa La Spesa e che sono in continuo e straordinario aumento”.

Stefano Brugnara, portavoce del Forum del Terzo Settore di Bologna, conferma la visione dei firmatari del protocollo richiamando le parole del premier Giuseppe Conte rispetto al ruolo fondamentale del Terzo Settore per uscire dall’emergenza sanitaria e sociale “Unione Fa La Spesa, come altre iniziative a tutela delle fasce di cittadini più fragili che stanno nascendo sul nostro territorio in collaborazione con l’amministrazione locale, indubbiamente dimostrano che le aspettative del nostro governo sono ben riposte nonostante le estreme restrizioni delle attività che anche le associazioni ricreative, educative e culturali stanno vivendo. D’altra parte è anche vero che per mantenere questa funzione di propulsione e, speriamo in un prossimo futuro, di ripresa, anche gli Enti del Terzo Settore andranno sostenuti con provvedimenti rigeneratori del patrimonio di beni relazionali di cui la nostra comunità ha estremo bisogno”.

Per informazioni:
051.2197878 | sportellosocialebologna@comune.bologna.it

Leggi anche l’aggiornamento sul protocollo e l’andamento del servizio su Iperbole, il portale del Comune di Bologna>>

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