Ricerchiamoci: il domani è già cominciato

Report conclusivo del percorso triennale 2021-2023 di ricerca sulle esperienze di teatro nella salute mentale in Italia

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Nel 2020, all’interno del convegno all’Arena del Sole di Bologna “Il teatro diffuso. Esperienze di teatro nella salute mentale in Italia” ci si pose una domanda: ma questa magia – che lega così tante organizzazioni, porta ben-essere e ben-stare, genera comunità e attrae pubblici diversi – è una magia che capita solo nella nostra regione, o c’è anche altrove?
Cinzia Migani – Direttrice di VOLABO

Da questo interrogativo e dall’intenzione di avviare un percorso di definizione del “Progetto di Rete Nazionale dei Teatri di Salute Mentale” emersa durante l’evento del 2020, è nata l’idea di una ricerca che consentisse di mappare le realtà di terzo settore che nel nostro paese si occupano di teatro nell’ambito della salute mentale.

La prima fase dell’indagine, condotta nel 2021 e pubblicata a maggio 2022, aveva come obiettivo principale quello di capire l’interesse a livello nazionale su teatro e salute mentale a partire da uno sguardo sulle organizzazioni del terzo settore e dalle informazioni note ai Centri di Servizio per il Volontariato e ai Dipartimenti di Salute Mentale diffusi sul territorio nazionale.

La seconda fase di ricerca, condotta nel 2022 e pubblicata a febbraio 2023, si è posta due obiettivi strategici: completare la mappatura delle esperienze promosse sul territorio nazionale iniziata nella prima fase e approfondire le caratteristiche dei progetti di teatro e salute mentale segnalati nel corso dell’indagine.
La terza fase di ricerca, condotta nel 2023 e pubblicata in occasione di questo articolo, sulla base dei risultati acquisiti ha costruito  una “trama comune” delle esperienze di teatro e salute mentale a partire da saperi specifici e da pratiche in essere, una sorta di “catalogo” contenente “istruzioni per l’uso” che nascono dalle informazioni raccolte, ma superano l’esperienza del singolo caso per diventare un racconto collettivo. Il risultato è una sorta di “guida” i cui elementi costitutivi sono stati validati, nella loro salienza, da 34 soggetti portatori di esperienza coinvolti nelle diverse fasi della ricerca.

Con la prima e la seconda rilevazione sono stati raccolti complessivamente 58 questionari compilati da 41 aziende sanitarie provenienti da tutte le regioni italiane – escluse Abruzzo, Calabria e Valle D’Aosta – e dalle 2 province autonome. A questi si aggiungono i dati forniti da 36 Centri di Servizio per il Volontariato, che hanno segnalato 182 soggetti del terzo settore impegnati nell’ambito del teatro e la salute mentale.

L’utilizzo del questionario è stato funzionale non solo a raccogliere dei dati quantitativi, ma anche a fare la selezione dei temi su cui effettuare gli approfondimenti qualitativi attraverso focus group e a individuare dei soggetti da invitare a tali focus, scelti sulla base delle esperienze riferite e in linea con gli obiettivi di ricerca.

Il “catalogo” che chiude il lungo percorso di ricerca è composto da 4 sezioni, corrispondenti a 4 tipologie di pratiche di teatro e salute mentale maggiormente diffuse a livello nazionale. Le indicazioni riportate nelle singole sezioni potranno essere utilizzate da chi già opera sul campo e desidera valutare, migliorare e/o integrare le pratiche in uso, o da chi si accinge ad intraprendere azioni di teatro e salute mentale, o da chi deve operare scelte strategiche in tema di programmazione di attività di teatro e/o erogazioni di finanziamenti.

Le 4 tipologie di teatro possono essere così sintetizzate:

  1. teatro professionalizzante, la cui finalità è quella di costruire percorsi per l’inserimento lavorativo e formare figure professionali per la produzione di spettacoli da far circuitare nei teatri
  2. teatro come volano per la lotta allo stigma, la cui finalità è quella di contrastare lo stigma e i pregiudizi sociali che gravano sulle persone che soffrono di disagio psichico
  3. teatro come volano di convivenza, promozione di salute e benessere di comunità, la cui finalità è quella di costruire benessere, a partire dalla valorizzazione delle condizioni di salute dei singoli e dalla promozione della salute mentale di comunità
  4. teatro come strumento per “uscire” dal DSM attraverso azioni interistituzionali a livello locale e/o regionale, la cui finalità è quella di favorire il collegamento tra “dentro” e “fuori”, affinché gli spazi di cura mantengano un’apertura verso il territorio e non si esauriscano in una funzione esclusivamente sanitaria/ambulatoriale.

La pubblicazione intende semplificare l’accesso alle informazioni a tutti coloro che sono interessati ad approfondire l’argomento – siano essi cittadini, volontari, amministratori, operatori della sanità o della cultura -, pur nella consapevolezza che le azioni pratiche non si esauriscono in categorie rigidamente definite, ma contengono elementi di intersezione che spesso sono la cifra espressiva e qualitativa della loro vitalità.

La ricerca si inserisce nell’ambito della programmazione del Protocollo d’intesa sull’attività di “Teatro e salute mentale”, sottoscritto nel 2020 da Regione Emilia-Romagna (Assessorato Politiche per la salute e Assessorato alla Cultura e paesaggio), Istituzione Gian Franco Minguzzi della Città Metropolitana di Bologna e Associazione Arte e Salute APS.

L’intero percorso di ricerca-azione ha portato un contributo di pensiero all’ideazione del convegno “TO BE – Il Teatro Offre Bellezza ed Emancipazione”, che si è svolto presso il Teatro Arena del Sole di Bologna l’11 dicembre 2023. Durante la giornata è stato presentato e sottoscritto l’omonimo “Manifesto dei Teatri per e nella Salute Mentale”. Il documento, che è possibile consultare e firmare a questa pagina https://www.teatralmente.it/news/firma-il-manifesto-to-be/, rappresenta la base fondante di ogni futura azione comune da parte di tutti coloro che promuovono e agiscono la cultura della salute e del benessere (sociale e individuale) attraverso la bellezza del teatro. Scarica il Manifesto in pdf

 

L’immagine fotografica utilizzata in apertura di articolo è gentilmente concessa da Elisabetta Mandrioli – ©Arteliphoto.it

Per informazioni

ricerca@volabo.it

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