Tanti cittadini in cerca di un’associazione dove fare volontariato

Nel 2015 oltre 370 i cittadini si sono rivolti al servizio di orientamento al volontariato Chi cerca trova di VOLABO per avere un supporto nella ricerca di un’associazione dove intraprendere un’esperienza di  volontariato. Circa l’80% sotto i 40 anni, più del 70% donne. Anche nel 2016 sembra confermarsi questa tendenza, con oltre 150 persone che hanno già beneficiato del servizio.

Si tratta di un dato importante, pienamente in linea con il trend nazionale rilevato dal rapporto Istat del 23 luglio 2014 Attività gratuite a beneficio di altri, che mostra una crescita del numero di cittadini volontari e che, auspicabilmente, può stimolare le associazioni ad essere sempre più predisposte e organizzate per cercare e accogliere nuovi volontari. Per favorire il successo dell’incontro tra la domanda e l’offerta di volontariato sul nostro territorio il Centro servizi invita le persone interessate a diventare volontarie e le associazioni a rivolgersi al servizio Chi cerca trova | chicercatrova@volabo.it | 051 340328.

 

Pubblichiamo di seguito un estratto della rivista Vdossier, anno 6 numero 1 settembre 2015 Solidarietà made in Italy – Leggera, liquida, libera (pag 42) sul tema del “fare volontariato”.

 

Intervista a Stefano Tabò, presidente di CSVnet Coordinamento Nazionale dei CSV 

Ma un cittadino perché dovrebbe “sprecare” il proprio tempo libero per gli altri o per il bene comune?

Per un insieme di benefici, sia diretti che indiretti, tra cui anche il benessere personale e la dimensione civica. I risultati della rilevazione Istat e di numerose altre ricerche lo confermano: fare volontariato fa bene anche a se stessi, provare per credere! Peraltro, chi fa volontariato dimostra di esprimere maggiore fiducia  nelle relazioni con gli altri e verso le istituzioni. Ciò rappresenta una grande risorsa in un tempo di  disorientamento, di sfilacciamento sociale e di diffidenza. Le organizzazioni di volontariato sono dunque un grande antidoto all’apatia civica e politica.

Mentre alle organizzazioni di volontariato quale messaggio si potrebbe rivolgere?

Ogni volta che una ricerca contribuisce a comprendere il movimento del volontariato italiano, la sua classe dirigente è sollecitata in più direzioni. Rendersi maggiormente consapevoli della realtà che si concorre a determinare è fonte di soddisfazione e di orgoglio per la propria storia. Ma a questi sentimenti deve affiancarsi

e crescere la convinzione di una comune appartenenza che non è scalfita dalle vitali diversità. E questa comune appartenenza richiama a una comune responsabilità che le organizzazioni di volontariato italiane devono ancora riuscire a portare a conseguenza, in particolare rispetto alla capacità di fare rete tra di loro, sia sul piano operativo sia su quello della loro rappresentanza politica. Investire in questa direzione non significa sacrificare le finalità costitutive di ogni singola organizzazione, ma dare loro un respiro e una prospettiva determinanti per la costituzione del bene comune e per l’affermazione di persone e comunità autentiche.

L’autenticità, dunque, come un fattore distintivo di questo mondo, mentre rispetto ai Centri di servizio, al loro operare in questa società liquida e alle soglie di una riforma legislativa del Terzo settore, che cosa può dirci?

Il dato caratteristico del mondo del volontariato, da sempre, è quello della grande capacità di fare relazione e di essere relazione. Un apporto prezioso che contribuisce a contrapporre l’inclusione alla disgregazione. S’impone una nostra responsabilità a esprimere, anche con capacità comunicative più incisive, i valori e le esperienze maturate in questi anni. È un patrimonio che deve essere messo a disposizione di tutti, in termini meno frammentati e più capaci di essere contagiosi. Occorre fare un salto di logica sia da parte del terzo settore, sia inevitabilmente del mondo dell’economia e delle istituzioni. I dati della nostra ricerca confermano il valore del volontariato nello sviluppo sociale, culturale ed economico del Paese. Una qualità che va praticata, riconosciuta e potenziata.

 

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