Torna il carcere: presentato a Bologna il XIII rapporto di Antigone

Fonte della notizia: www.bandieragialla.it

A Bologna il 6 dicembre presso il Palazzo d’Accursio si è tenuta la presentazione del XIII  Rapporto sulle condizioni di detenzione in Italia dell’associazione Antigone, che quest’anno ha come titolo “Torna il carcere”.
Perché torna il carcere? Facciamo un passo indietro. Nel gennaio 2010 i detenuti nelle carceri italiane sfiorano le 68.000 unità, per 44.500 posti letto dichiarati dall’Amministrazione Penitenziaria. Posti che tuttavia non considerano le numerose sezioni chiuse. Si registra quindi un tasso di sovraffollamento del 175% che fa dichiarare lo stato di emergenza. Nel 2013 La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo condanna l’Italia e le autorità italiane mettono in campo diverse riforme per far calare i numeri della detenzione. Dal 2010 al 2014 il carcere si ritrova al centro delle attenzioni di autorità, media, opinione pubblica e si arriva quasi ad avere un letto per ogni detenuto, con un calo di circa 16.000 unità in 5 anni.

“Torna il carcere” perché da gennaio 2016 il numero dei detenuti è ripreso a crescere, senza che i reati siano cresciuti realmente: aumentano infatti i presunti innocenti imprigionati, la componente straniera(fascia debole della società) e le pene brevi e brevissime. Nel rapporto si legge che l’aumento può ricondursi all’avvicinarsi delle elezioni politiche che portano avanti una campagna sulla sicurezza non basata su dati di realtà ma piuttosto sulla “percezione” di insicurezza, adottando un atteggiamento repressivo verso persone che vivono ai margini della società.

Quali sono i dati nella nostra regione? L’Emilia Romagna registra un aumento del 123,7% dei detenuti. La capienza delle carceri in regione è infatti di 2793 unità, per un totale di 3454 detenuti. Un aspetto critico delle carceri in Emilia Romagna è inoltre quello dei suicidi. A lanciare l’allarme, in occasione della presentazione, è il Garante regionale dei detenuti, Marcello Marighelli. All’1 agosto di quest’anno si contavano 32 suicidi nelle carceri italiane, 6 dei quali avvenuti in Emilia-Romagna; nel frattempo si è aggiunto un altro suicidio. Si è registrato un forte incremento del fenomeno in regione, dato che i suicidi in carcere sono stati 4 nel 2009 e nel 2010 e 6 nel 2011, prima di un calo tra il 2012 e il 2014 (quando erano stati, rispettivamente, 3, 0 e 1).

Dal Rapporto emerge inoltre che in Italia l’idea della pena è ancora legata, soprattutto nei fatti, alla dimensione custodiale della pena: il 90, 1% del personale è infatti di custodia. C’è infatti un paradosso: da una parte ci sono una legislazione e un ordinamento penitenziario fortemente orientati al reinserimento sociale. Con l’Art. 27 della costituzione che afferma che “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”, una pena che non mira al reinserimento sociale è addirittura incostituzionale. Dall’altra però nel 2016 meno del 3% del bilancio dell’Amministrazione Penitenziaria è andato alle misure alternative. Sarebbe bene investire anche su figure professionali diverse, quali quelle impegnate nella reintegrazione sociale dei detenuti.

Puoi consultare online il rapporto integrale >>

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