Trento Capitale europea e italiana del volontariato

Sabato 3 febbraio, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, si è tenuta la cerimonia di apertura di Trento “Capitale europea e italiana del volontariato” 2024.

Il Palasport “T quotidiano arena” del capoluogo trentino ha ospitato oltre 2500 partecipanti tra cui oltre mille volontari, 400 ragazzi delle scuole medie e superiori con i loro insegnanti, le autorità locali, una delegazione di oltre 200 referenti dei 49 centri di servizio per il volontariato italiani, del Forum nazionale terzo settore, di Caritas Italiana e delle principali organizzazioni nazionali del terzo settore e delle fondazioni di origine bancaria. In rappresentanza del Csv della città metropolitana di Bologna hanno partecipato il Presidente di A.S.Vo. ODV Mauro Bosi e la consigliera Lucia Dallolio.

“Il volontariato, rappresentato in questo palazzetto dalla presenza di migliaia di cittadine e cittadini attivi provenienti anche da tutte le regioni d’Italia, è il fondamento della solidarietà e della coesione sociale del nostro Paese – ha affermato in apertura del suo intervento la presidente di CSVnet Chiara Tommasini, aggiungendo che – È attraverso il dono di tempo e competenze da parte dei cittadini impegnati che vedono la luce tanti progetti capaci di migliorare la qualità della vita di chi ne trae beneficio.”

Tommasini ha poi ringraziato lo staff, la coordinatrice Francesca Fiori e il presidente del CSV Trentino Giorgio Casagranda per il loro grande impegno riconosciuto da tutta la platea, e ha sottolineato come sviluppare il volontariato nei territori significhi far crescere un’etica dell’attenzione all’altro e alla sua vita rafforzando la capacità di “esserci”. Nel suo discorso la presidente ha ricordato come le città capitali italiane del volontariato diventino del “laboratori a cielo aperto capaci di dimostrare che con visione, passione e il sostegno delle istituzioni, il volontariato può diventare un soggetto protagonista dello sviluppo delle comunità in cui opera”.

“Alla cerimonia la solidarietà è resa palpabile dalla presenza di tante associazioni in festa – afferma il presidente di A.S.Vo. ODV/VOLABO Mauro Bosi, raccontando l’atmosfera che si percepiva a Trento. – Pensando al nostro territorio che è già molto sensibile al tema del prossimo e dove il volontariato è ben radicato, la meta che ci dobbiamo prefiggere è quella del Trentino, nel quale un cittadino su 5 fa volontariato. Un cammino da perseguire con forza ed entusiasmo.”

Foto grande in apertura: la consigliera del CSV metropolitano di Bologna Lucia Dallolio e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Sopra: il presidente del CSV metropolitano di Bologna Mauro Bosi e la presidente di CSVnet Chiara Tommasini.
Accanto: il presidente del CSV metropolitano di Bologna Mauro Bosi e il presidente di CSV Trentino Giorgio Casagranda.

Capitale europea del volontariato

Capitale Europea del Volontariato è il titolo che, a partire dal 2013, viene assegnato annualmente dal Centro per il Volontariato Europeo (CEV) tramite concorso a una città europea, con l’obiettivo di rafforzare, ispirare e celebrare il volontariato e l’impatto dei volontari a livello locale. Il riconoscimento viene dato ai comuni che si distinguono per la loro capacità di sostenere e rafforzare il volontariato, in particolare attraverso reti e partenariati con portatori di interessi di diversi ambiti e settori. La giuria internazionale che elegge la Capitale europea del volontariato è composta da personalità chiave legate al volontariato, che rappresentano la società civile, il settore privato e for-profit, nonché le istituzioni dell’Unione Europea.

Capitale italiana del volontariato

Capitale italiana del volontariato è il titolo che CSVnet – associazione nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato con il patrocinio di ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani assegna alla città che si è distinta per la sua capacità di valorizzare il contributo di volontari, associazioni e amministrazioni locali nella costruzione del bene comune. L’iniziativa è stata lanciata nel 2020 in occasione della cerimonia di apertura di Padova Capitale europea del volontariato. Trento è la terza città ad avere questo titolo dopo Bergamo e Cosenza.

Il video della cerimonia

Le parole di Sergio Mattarella

“Cari volontari, siete antidoto all’egoismo e campioni di umanità”

Il presidente Mattarella ha inaugurato l’anno di Trento capitale del volontariato. Il messaggio ai volontari “vi aspetta un anno ricco di opportunità, che le vostre energie siano contagiose e si propaghino”  

Capitale del volontariato come “occasione di incontro, di ricerca in comune, di riflessione, di conoscenza. L’opportunità di mettere in rilievo buone pratiche, come quelle qui rappresentate”.

Con queste parole il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha alzato il sipario sull’anno di Trento Capitale italiana ed europea del volontariato 2024. Una “potenza di solidarietà” riconosciuta a livello europeo per “la cultura della sua gente e la partecipazione che continuano a sostenere la crescita della comunità”.

Mattarella ha sottolineato come quello di Trento sia “un riconoscimento alla cultura della sua gente, alle esperienze attuali di solidarietà e di partecipazione che continuano a sostenere la crescita della comunità”.

Per questo secondo il Presidente della Repubblica l’occasione di Trento “assume un significato ancora più forte. Far crescere la solidarietà in Europa – ha detto Mattarella – in ogni direzione – vuol dire far crescere l’Europa e i popoli che la abitano”.

Citando il ruolo importante dei corpi intermedi e delle organizzazioni della società civile il presidente della Repubblica ha poi ricordato quanto l’Italia sia “ricca di volontari e di associazioni che raccolgono e organizzano queste energie civili. [..] Energie di grande valore e di grande vigore, grazie alle quali ci siamo sentiti e ci sentiamo più comunità. Il volontariato esprime una visione del mondo. Quella della indivisibilità della condizione umana. Il famoso “I care”, “mi riguarda”, fatto proprio da don Milani e da Martin Luther King. Una visione che pone in primo piano la persona, l’integralità della sua vita, il suo pieno diritto a essere parte attiva della comunità”.

Il Capo dello Stato si è quindi soffermato sul ruolo di “sentinella” che ha il volontariato, non solo in quanto espressione della solidarietà che la nostra Costituzione riconosce come “presupposto di uno sviluppo davvero civile”

Tra i temi affrontanti dal Capo dello Stato nel suo discorso anche la guerra in Ucraina, l’importanza della cultura della cura e della pace. “Cura significa passione educativa – ha detto Mattarellla -, capacità di includere chi è ai margini, trasmissione generazionale, sostenibilità ambientale; significa dare una mano a chi non ce la fa perché possa riprendere il cammino. Vuol dire essere cittadini attivi, confrontarsi con le istituzioni, fare il proprio dovere, usare il patrimonio pubblico per il bene di tutti. Dobbiamo aver cura della Repubblica. Dobbiamo avere cura dell’Europa. L’Europa, quasi ottanta anni addietro, è risorta nella pace. Le azioni dei volontari ci parlano di pace.

“Il mondo si cambia anche partendo dai piccoli passi che riempiono il nostro quotidiano” – ha detto il presidente della Repubblica concludendo il suo intervento. “È una responsabilità che riguarda ciascuno di noi. L’augurio a Trento e alle migliaia di volontari che animeranno la Capitale europea è che la vostra e la loro energia siano contagiose e si propaghino. Tra i giovani anzitutto, che sono presente e futuro. Per tutti, però. Per tutti. Perché non è mai troppo tardi per cominciare, o ricominciare”.

Fonte: CSVnet, articolo di Clara Capponi del 5 febbraio 2024

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