Un anno di Università del Volontariato di Bologna

 

Collaborazione e condivisione: sono queste le parole che descrivono l’Università del Volontariato di Bologna, un progetto capace di offrire al volontariato un contesto formativo strutturato, duraturo e innovativo in cui, mettendo in rete  numerosi attori del territorio interessati allo scambio di buone pratiche, si valorizzano le esperienze delle organizzazioni e dei volontari.
Rete e partnership sono dunque i tratti caratteristici Università del Volontariato bolognese, e ci permettono di raccontare il primo anno di un percorso formativo particolarmente significativo nelle cifre e nei contenuti.

Nel 2015 sono state realizzate 41 iniziative formative tra corsi, seminari, eventi, laboratori formativi e video lezioni sulla piattaforma di Formazione a distanza spazioFAD; vi hanno preso parte oltre 1000 persone e tra loro 13 hanno ottenuto il diploma portando a termine il percorso didattico completo. Questi numeri sono un buon indice del circuito di relazioni che Università del Volontariato di Bologna ha messo in moto sul territorio: 18 partner  che hanno dato il loro prezioso contributo. A questi si aggiungono reti progettuali, diverse associazioni o realtà del territorio che hanno contribuito con momenti di confronto e che, in certi casi, hanno accolto in stage alcuni corsisti del percorso didattico completo 2015.

 

Dare valore al volontariato come attività che produce benessere per se stessi e per la comunità attraverso la narrazione dell’esperienza diretta dei volontari è stato uno dei fili conduttori di questo primo anno di attività. Grazie alla collaborazione con la Laurea Magistrale in Scienze della Comunicazione Pubblica e Sociale, è stato attivato un laboratorio di storytelling partecipato da studenti e volontari e finalizzato alla produzione di storie che gettano una luce “dall’interno” sulle esperienze di volontariato. Queste storie sono raccolte nella sezione del portale di VOLABOLe facce del volontariato. Lo storytelling del non profit” e vengono utilizzate dagli operatori del CSV che si occupano di orientamento al volontariato per offrire ai cittadini un punto divista e un ‘informazione in più. Il successo di questa iniziativa ha introdotto una novità in UniVol Bologna 2016: mentre è in corso il laboratorio di storytelling, un gruppo di studenti universitari lancia e anima il blog UniVol Bologna Storyblog, una piattaforma multimediale dove  l’Università del Volontariato bolognese si racconta con le parole di corsisti e docenti.

 

L’attenzione particolare verso la comunicazione – in particolare verso lo  storytelling – e la valorizzazione dell’esperienza dei volontari hanno suscitato forte interesse in ambito accademico, tanto che Università del Volontariato è diventata essa stessa “oggetto” di narrazione e analisi. In questo quadro due studentesse hanno conseguito la Laurea Magistrale in Scienze della comunicazione pubblica e sociale discutendo delle tesi di laurea in Comunicazione e marketing sociale dedicate a questi argomenti: una sulle strategie di comunicazione che VOLABO ha messo in campo per promuovere l’Università del Volontariato;  l’altra su come lo storytelling possa essere una strategia comunicativa efficace  per promuovere il Volontariato, in grado di superare gli stilemi tradizionali della comunicazione sociale.

 

In sostanza, un anno di Università del Volontariato non è stato solo il modo attraverso il quale il Centro Servizi per il Volontariato di Bologna ha sistematizzato le proprie attività di formazione, ma è stato anche molto altro. È stato anche una sorta di “posa della prima pietra” per costruire un  percorso – che va avanti nell’anno in corso – in cui la comunicazione sociale si ridefinisce e si ricostruisce soprattutto attraverso la valorizzazione dell’esperienza delle persone.

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