Un ecografo pediatrico per l’ospedale Maggiore di Bologna

La dottoressa Chiara Ghizzi ci spiega perché è così importante sostenere la campagna di raccolta fondi dell'Associazione di Volontariato Andromeda

A Bologna c’è un piccolo grande sogno da realizzare, piccolo come un gesto solidale, grande come il sorriso di un bambino. Insieme possiamo acquistare un ecografo pediatrico per migliorare il tempo e la qualità della cura dei bambini che arrivano in pronto soccorso o sono ricoverati all’Ospedale Maggiore.
Questo è il desiderio dell’Associazione di volontariato Andromeda promotrice della campagna e del personale medico-sanitario che ogni giorno, con passione e dedizione, si prende cura dei piccoli pazienti per ridare loro la salute, la serenità, il sorriso.

Perché il sogno si avveri è necessario raggiungere la somma di 67.000€ entro il 30 giugno 2021 

L’Associazione Andromeda ha già ricevuto 12.980 € che non compaiono in questa piattaforma, grazie alle numerose donazioni da parte di cittadine, cittadini, aziende, donne e uomini in divisa dell’Aviazione dell’Esercito.

Con la dottoressa Chiara Ghizzi, dirigente della Pronto soccorso pediatrico e della Pediatria del Maggiore sveliamo l’importanza del dono collettivo di un ecografo pediatrico.

Perché serve un ecografo pediatrico?

La Pediatria all’interno di un ospedale è una unità operativa complessa che usa frequentemente un ecografo e avrebbe bisogno di averne uno esclusivamente dedicato ai bambini.

In ospedale ovviamente c’è l’ecografo, condiviso con tutta la struttura. Il suo utilizzo comporta lo spostamento del bambino dal sesto piano, dove si trova la Pediatria – ambiente più familiare e a misura di bambino – al piano terra. Questo è un disagio per il piccolo paziente e per la sua famiglia, a maggior ragione in un periodo pandemico.

Come lo strumento migliora la qualità della cura?

Da un punto di vista clinico il ricorso frequente all’ecografia riduce la necessità di usare metodiche diagnostiche più invasive che comportano l’esposizione radiologica del paziente come la radiologia convenzionale e la TAC.  Inoltre esami di questo tipo prevedono spesso che il bambino sia addormentato. L’ecografia è invece un esame privo di rischi, che il bambino sopporta meglio e a cui si abitua. Vede lo schermo durante l’acquisizione delle immagini, vede il cuoricino che batte ed è più facilmente distraibile. Noi possiamo ripetere l’esame tutte le volte che vogliamo. Questo facilita il percorso di cura, anche da un punto di vista umano, relazionale, emotivo.

La macchina in sé non ha caratteristiche differenti da un ecografo normale. Ciò che cambia sono le sonde, progettate per il corpo di un bambino. L’ecografo scelto è uno strumento che permette anche il monitoraggio dei bambini con danni agli organi interni derivanti da eventi traumatici, cosa molto importante per la nostra Pediatria che si trova all’interno di un ospedale Trauma center.

L’uso particolare dell’ecografo in Pediatria

Oltre agli impieghi più comuni per cui è conosciuto un ecografo, in Pediatria ci sono usi particolari dello strumento. Quando dobbiamo posizionare un accesso vascolare, se il bambino è molto piccolo o molto disidratato può avere delle vene difficili da prendere, anche per le mani più esperte. In questi casi l’ecografo dà un contributo ineguagliabile perché ci aiuta a visualizzare le piccole vene dei bambini e a posizionare in un unico tentativo l’accesso vascolare, evitando al piccolo paziente la possibilità di dover subire tre, quattro, cinque volte la manovra. A molti di noi nel corso della vita sarà capitato di incorrere in qualche difficoltà durante un prelievo. Proviamo a spostare tutto questo su un bambino di 4 o 5 anni di vita, già spaventato, e che giustamente mal sopporta procedure dolorose.

L’ecografo pediatrico è un bene pubblico al servizio di tutti i bambini che ne hanno bisogno

I bambini sono il nostro futuro. Dedicare loro cure attente, particolari, adeguate non solo all’età ma anche alla sfera emotiva contribuisce a farli crescere in maniera più sana non solo da un punto di vista fisico e clinico ma anche da un punto di vista interiore e psicologico.

Qualsiasi mezzo favorisca il benessere dei bambini in un momento difficile come quello del ricovero ospedaliero o della malattia ha un valore assolutamente inestimabile.

Mai come in questo periodo ci siamo abituati a riconoscere la grandezza dei piccoli gesti. Il mio invito, per chi può, è di compiere questo piccolo grande gesto, perché fa davvero la differenza.

Realizziamo insieme questo sogno: doniamo ai bambini un ecografo per amico

Il sorriso di un bambino è qualcosa di speciale, un valore e un diritto universale. Dobbiamo prendercene cura e fare di tutto per preservarlo.
Lo sguardo generoso e sincero di un bambino che sorride con gli occhi e anche in silenzio sa dirti grazieè il dono più grande che possiamo ricevere.
Noi tutti con questa campagna abbiamo l’opportunità di alimentare i sorrisi dei bambini, anche in ospedale.
Enrico Paolo Raia, presidente di Associazione di volontariato ANDROMEDA

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