Un libro per indagare lo sviluppo sostenibile a Bologna e in Emilia-Romagna relativamente all’Agenda ONU 2030

Bologna oltre il PIL. Lo sviluppo sostenibile in Emilia-Romagna e nella città metropolitana è il titolo del libro edito da Il Mulino che Gianluigi Bovini – membro dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) – ha presentato lo scorso 3 aprile al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. Si tratta di un’opera che indaga i problemi emergenti e le sfide più impegnative che coinvolgono il nostro territorio per capire come questo possa rispondervi e trovare percorsi di sviluppo innovativi verso un futuro migliore. L’idea di partenza è che seppure il Prodotto Interno Lordo (PIL) sia una misura importante dell’attività economica di un Paese, non è l’unica e non basta da sola per valutare il progresso e il benessere sociale.

Bovini introduce l’analisi illustrando L’Agenda Globale delle Nazioni Unite 2030 basata sui quattro pilastri economia, società, ambiente, istituzioni e sui principi dell’integrazione, universalità e partecipazione. In questo quadro si inseriscono gli obiettivi per uno sviluppo sostenibile – Sustainable Development Goals (SDGs) stilati dall’ONU, dai quali muoverà tutto il lavoro.

L’opera si divide poi in due parti. La prima affronta lo sviluppo sostenibile in Emilia-Romagna e nella città metropolitana di Bologna, gli obiettivi da raggiungere e come sia possibile misurarli. Nei 12 capitoli che la compongono, Bovini prende in esame i 17 Goal dell’Agenda 2030, riservando una grande attenzione ai divari di genere e alle altre forme di disuguaglianza quando parla di capitale umano, sociale ed economico. In ogni capitolo l’oggetto d’analisi è approfondito sui tre livelli: l’Italia nell’Unione Europea;  l’Emilia-Romagna in Italia; la città metropolitana di Bologna.
La seconda parte fa un affondo su come stia cambiando la Bologna metropolitana. L’autore esamina alcune trasformazioni demografiche, sociali ed economiche che hanno interessato e stanno ancora interessando il territorio metropolitano, con una particolare attenzione alle dinamiche della città di Bologna. La sua convinzione è che per adattare gli obiettivi dell’Agenda 2030 al contesto locale sia necessario conoscere i processi di cambiamento della composizione demografica e sociale, i mutamenti del tessuto economico nei diversi territori e l’evoluzione delle principali variabili di carattere ambientale.

L’indagine condotta fa emergere che, grazie alle proprie capacità di resilienza e innovazione, la comunità bolognese ha confermato anche negli anni della crisi caratteri di eccellenza su molte dimensioni dello sviluppo economico e sociale.

Bovini è un profondo conoscitore della realtà bolognese, avendo lavorato dal 1981 al 2016 in qualità di funzionario e poi dirigente presso il Comune di Bologna nell’Area Programmazione, Controlli e Statistica, e avendo coordinato per molti anni le attività di programmazione strategica ed operativa del Comune, con particolare riguardo alle politiche di bilancio e alle diverse modalità di controllo.

Il lavoro, ricorda il Presidente di Fondazione Unipolis Stefanini nella sua prefazione, ha preso corpo nell’ambito dell’attività dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile costituita a inizio 2016 per iniziativa della Fondazione Unipolis e dell’Università Tor Vergata di Roma, immediatamente dopo che le Nazioni Unite avevano approvato l’Agenda 2030 con i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Per informazioni:
Presentazione in PDF di Gianluigi Bovini

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