Una pubblicazione per raccontare l’Emporio solidale Amalio

Un'opera edita da VOLABO in collaborazione con il Comune di San Lazzaro di Savena e l'Associazione Emporio solidale Amalio ODV

In questi anni abbiamo imparato a conoscere gli empori solidali e a riconoscerne il valore come strumento nato per aiutare la popolazione più fragile a superare le difficoltà legate alla povertà socio-economica che, grazie all’insostituibile impegno del volontariato, si è rivelato capace di agire anche da un punto di vista relazionale, stimolando nei beneficiari resilienza ed empowerment. I volontari infatti, attraverso un approccio che è naturalmente accogliente e a volte empatico, tessono relazioni positive, infondono coraggio e alimentano la forza di ritrovare la speranza e attivarsi per uscire da una condizione di fragilità e isolamento. Tutti gli empori solidali condividono degli aspetti comuni, una missione, dei valori. Ma ognuno è unico e la sua identità è espressione della comunità in cui si trova.

La pubblicazione dal titolo L’emporio solidale Amalio, una esperienza viva, un modello replicabile racconta la realtà San Lazzarese, una storia di comunità, di solidarietà, di cittadinanza attiva e di collaborazione particolarmente positiva tra amministrazione pubblica e volontariato, per sviluppare il tessuto sociale cittadino senza lasciare indietro nessuno. L’opera però offre al lettore qualcosa di più di un racconto poiché, attraverso una collezione di schede tecniche, porta a sintesi e mette in evidenza le pratiche realizzate attraverso l’esperienza dalle persone che hanno fatto nascere e crescere questa realtà che è uno dei luoghi più importanti del welfare di San Lazzaro di Savena.

Nei primi quattro capitoli le curatrici dell’opera Laura Carati e Martina De Rosa dell’Associazione Amalio Emporio Solidale ODV, insieme a Roberta Gonni e Cinzia Migani di VOLABO ripercorrono le tappe di Amalio attraverso testimonianze, immagini e una narrazione dei momenti più importanti di un percorso che, come si legge nel titolo, è un’esperienza viva, fatta di persone, idee, scelte, visioni e, soprattutto, condivisione. Tra le pagine si possono leggere le origini del progetto voluto dall’Amministrazione comunale e coordinato dal Centro Servizi metropolitano, la scelta del nome e il logo dell’emporio che sono un omaggio ad Amalio, cittadino che con un gesto di solidarietà ha donato un castagneto alla sua comunità perché potesse diventare un bene pubblico. E poi ci sono tutte le attività svolte per comporre e formare il gruppo dei volontari che, crescendo e maturando in questi primi anni di sperimentazione, si è finalmente costituito in associazione di volontariato che gestisce l’emporio. Nel racconto non manca il racconto delle operazioni messe in campo per fronteggiare la pandemia.

Lasciando la parte più calda e appassionante della narrazione, la pubblicazione termina con il capitolo Strumenti di lavoro, dove sono raccolte le 9 schede tecniche che possono essere utili sia a chi fa parte dell’organizzazione di Amalio, per rileggere con uno sguardo progettuale le pratiche nate dall’esperienza, sia a coloro che possono avere l’idea di replicare questa esperienza altrove, per avere un punto di riferimento con il quale confrontarsi per cogliere stimoli e spunti di riflessione.

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