Un’intervista per conoscere meglio la neonata Associazione Emporio Solidale Reno Lavino Samoggia ONLUS

Lo scorso 26 marzo, presso il Municipio di Casalecchio di Reno, si è costituita Emporio Solidale Reno Lavino Samoggia ONLUS, l’associazione di secondo livello, composta da 17 tra realtà associative e parrocchie del territorio dell’Unione dei Comuni Valli del Reno Lavino Samoggia che comprende Casalecchio di Reno, Monte San Pietro, Sasso Marconi, Valsamoggia e Zola Predosa. La neonata organizzazione gestirà l’Emporio Solidale che aprirà in Via Modigliani a Casalecchio di Reno.

Abbiamo intervistato Chiara Campazzi della Polisportiva Giovanni Masi e segretaria di Emporio Solidale Reno Lavino Samoggia ONLUS, e Milena Bellini di Auser, Presidente di Emporio Solidale Reno Lavino Samoggia ONLUS  per conoscere meglio il progetto.

 

Buongiorno Chiara, ci racconteresti la storia che porta alla realizzazione dell’emporio e alla costituzione dell’Associazione?
L’idea di un emporio solidale che coinvolga tutto il distretto dei comuni delle Valli del Reno Lavino Samoggia nasce ormai un paio d’anni fa.  Prima si è trovato il luogo in cui farlo, poi c’è stato il coinvolgimento di associazioni e parrocchie che hanno deciso di farne parte. È stato un processo molto lungo perché siamo un gruppo variegato formato da Organizzazioni di volontariato, Onlus, Aps, Associazioni sportive dilettantistiche, parrocchie e Slow Food, quindi trovare un accordo tra tutti ha richiesto un certo tempo. Si è deciso di portare avanti concretamente insieme questo progetto, dopodiché siamo arrivati a organizzare il corso di formazione per volontari insieme a VOLABO.

 

Quali sono le realtà che fanno parte di Emporio Solidale Reno Lavino Samoggia ONLUS?
Siamo in 17 soci: Polisportiva Giovanni Masi, Percorsi di Pace onlus, Associazione Vittime del Salvemini 6 dicembre 1990, Auser Volontariato Bologna, Pubblica Assistenza di Casalecchio di Reno, Slow Food Emilia-Romagna, Slow Food Bologna, Arcidiocesi di Bologna, Parrocchia di San Luigi G. Riale, Parrocchia di Cristo Risorto, Parrocchia di San Martino, Parrocchia dei Ss. Antonio e Andrea di Ceretolo, Parrocchia di San Giovanni Battista, Parrocchia di Santa Croce, Parrocchia di San Biagio, Associazione VALE, Centro Sociale Ricreativo Casa dei Campi.

 

Da chi è nata l’idea originariamente?
Inizialmente c’è stato il Comune di Casalecchio di Reno, con l’Assessore attuale Masetti che ha sempre creduto in questo progetto e lo ha voluto portare avanti. Si è appoggiato molto all’Associazione Vittime del Salvemini che si occupa di diverse situazioni di vario genere con l’intento di mettere la figura della “vittima” al centro dell’attenzione sociale, e ha avvallato molto l’iniziativa. Poi a Casalecchio con Polisportiva Masi, Percorsi di Pace e la Pubblica Assistenza  abbiamo già il Last Minute Market, dunque si è iniziato a ragionare anche con noi. Questo è il nocciolo duro delle associazioni di base. Successivamente si è un po’ allargato il gruppo alle altre realtà associative: ad esempio la Presidente Milena Bellini fa parte di Auser.
All’inizio eravamo solo associazioni ma poi, visto che a Casalecchio gli aiuti alimentari oltre che con il Last Minute Market vengono dati molto dalle parrocchie con il Banco Alimentare, abbiamo voluto fare una cosa in rete perché ci siamo accorti che alcune famiglie prendono aiuti da più parti e così abbiamo voluto creare un sistema di aiuti che non permettesse più di essere sparsi a destra e sinistra, ma che fosse coordinato.
Ovviamente dovremo raccordarci anche con i Servizi Sociali perché al di là delle famiglie che già conosciamo e che quindi ci sentiremo di suggerire per questo nuovo progetto, dobbiamo capire anche da loro se hanno famiglie da segnalare.

 

Mi parlavi del corso di formazione … Com’è andato?
È stato apprezzato tantissimo da tutti, infatti non abbiamo mai perso volontari per strada. Il corso si è svolto in tre pomeriggi e ha visto una partecipazione altissima con circa 50-60 volontari, non necessariamente provenienti dalle associazioni che fanno parte della rete, ma anche cittadini liberi interessati che hanno deciso di aderire. È stato un percorso molto partecipato e condiviso e questo è stato un punto fondamentale secondo me, perché non sono stati decisi in anticipo i giorni di apertura, i ruoli o il regolamento interno da adottare. Sono stati proposti dei gruppi di lavoro: uno di logistica, uno di comunicazione, un gruppo di regolamento, uno di accoglienza e uno che si occupa delle sponsorizzazioni e del recupero beni da esporre poi dentro l’emporio. Se ne è parlato fisicamente con i volontari che faranno parte del progetto e con loro si è decisa una data, il 12 aprile prossimo, in cui andremo a fare una visita ai locali dell’emporio, perché non tutti lo hanno visto. Dopodiché ogni volontario sceglierà in base ai propri interessi a quale dei gruppi proposti aderire e si inizierà a lavorare su proposte concrete da realizzare per dare avvio all’emporio.

 

Quali sono le prossime tappe del progetto?
I prossimi passaggi, oltre alla data del 12 aprile di cui ti parlavo, saranno l’incontro dell’Assessore con Acer per l’utilizzo degli spazi e per definire bene il comodato d’uso dell’emporio che sarà in via Modigliani a Casalecchio, e l’avvio dei lavori di adeguamento dei locali. Grazie alla collaborazione volontaria di alcuni professionisti abbiamo avuto un aiuto importante per definire gli spazi interni. L’auspicio è quello di aprire le porte a fine maggio. Non so se si riuscirà perché siamo in ritardo di circa due settimane rispetto agli step che ci eravamo dati, infatti l’associazione si sarebbe dovuta costituire verso i primi di marzo e invece siamo arrivati alla fine. Se non dovessimo riuscire per la fine di maggio si vedrà a quando slittare. Ma Masetti è carico e dice che ce la possiamo fare.
Ah e poi c’è la colletta alla Coop il prossimo 5 maggio!

Quindi l’ingresso all’emporio verrà scelto da voi e dai Servizi Sociali?
Si, un misto direi. Se ad esempio abbiamo delle segnalazioni già certe, magari provenienti dai progetti che già facciamo allora ben venga, ma non mancherà certo la collaborazione con i Servizi Sociali. Di base non vorremmo partire con un numero enorme perché l’emporio non è grandissimo e dobbiamo capire anche noi che cosa siamo in grado di gestire partendo da zero. A livello di fornitura dobbiamo ancora capire chi ci aiuterà e ci sosterrà per cui non vorremmo essere esosi come numero.

Avete già un numero di partenza?
Si era parlato di circa 40 famiglie, anche perché con il Last Minute Market e tre associazioni ne copriamo già una novantina, per cui volevamo sgravare un po’ anche il Last Minute che con questi numeri fa un po’ fatica ad andare avanti. Una parte delle famiglie del Last Minute probabilmente verranno spostate sull’emporio insieme a quelle che ci segnaleranno i Servizi.

 

Esistono una rete regionale  e una metropolitana degli empori solidali: aderite anche voi? E vi siete confrontati con gli altri per cogliere consigli e buone prassi?
Partecipiamo ad entrambe le reti e ci alterniamo tra me, l’Assessore Masetti e la Presidente Milena per venire qua agli incontri e posso dire che sicuramente una parte del lavoro ci è stata sgravata perché, confrontandoci con gli altri, abbiamo potuto trarre spunto, consigli, informazioni preziose. Partendo da zero ci sono tante piccole cose di cui tenere conto che uno non si immagina neanche. Abbiamo partecipato al festival degli empori dell’anno scorso #ConNettare e l’ho trovato molto utile perché, oltre alla prima parte con testimonianze e la firma del protocollo, nella parte del pomeriggio con i gruppi di lavoro ho potuto trarre tantissimi spunti che ho poi riportato nella nostra rete e al corso di formazione.

E, visto che non eravate ancora costituiti, avete avuto anche voi modo di firmare il protocollo?
Sì, lo ha fatto l’Assessore Masetti per il “costituendo emporio”.

 

Quindi mi sembra di capire, come ho già potuto notare in passato in altre occasioni, che tra associazionismo e Amministrazione Pubblica ci sia un ottimo rapporto …
Sì, senza dubbio. Del resto oltre al Last Minute e ora l’emporio abbiamo tanti progetti in essere in cui collaboriamo e che abbracciano vari campi della solidarietà come la disabilità e il disagio in genere. E poi devo dire che l’Assessore Masetti è particolarmente attivo e si è riusciti da subito a collaborare molto bene.

 

A proposito di collaborazioni, avete in mente di affiancare all’attività dell’emporio qualche progetto che, al di là dell’aiuto alimentare, punti a dare un aiuto alle famiglie anche su altri fronti?
Sì, ci sarebbe l’idea di dare anche Lo scaffale delle relazioni, così ci è piaciuto chiamarlo. Beneficiandone sempre con la tesserina punti potrebbe racchiudere diverse opportunità come una sera a teatro se non ci vai da tanti anni, o il cinema, oppure un’attività sportiva, cosa che già con “Casa Masi” facciamo, ma ci piacerebbe coinvolgere anche altre polisportive del territorio. Noi le definiamo “borse sportive cioè vogliamo dare la possibilità di svolgere un’attività sportiva utilizzando un po’ di punti a chi altrimenti non se lo potrebbe permettere. Ci piacerebbe occuparci anche di questa parte più “relazionale”  e “culturale” di cui molti dovrebbero privarsi. Ma siamo ancora in fase di definizione.

 

Buongiorno Milena e grazie per averci raggiunto. Rivolgo a Lei la prossima domanda: è stato facile mettere insieme tutti i comuni?
Diciamo che ci sono comuni che partecipano di più e altri che partecipano di meno. Ovviamente il Comune di Casalecchio ha fatto un po’ da traino, come Istituzione e con la propria rete di associazioni. Insieme hanno cercato di attrarre gli altri comuni attraverso l’Unione e le relative associazioni. Devo dire che proprio dall’Unione è stata messa in campo anche una certa cifra per la ristrutturazione dei locali. L’importante è che venga sentito e percepito da tutti come l’emporio di tutti i comuni del nostro territorio e non solo di Casalecchio. Attualmente non c’è ancora una partecipazione piena delle aree più periferiche che sono già forse più strutturate al loro interno per quanto riguarda gli aiuti alimentari. E poi c’è un po’ la distanza geografica che non aiuta. Nel frattempo stiamo già lavorando a un sistema logistico che ci consenta di servire agevolmente tutti, magari beneficiando di alcuni volontari che, tornando a casa, potrebbero consegnare la spesa a chi avesse difficoltà a recarsi personalmente in emporio. Però bisogna sempre tenere conto della relazione con le persone, del contatto diretto, perché noi non portiamo semplicemente una spesa a casa, e questo è un punto fondamentale a cui non vogliamo rinunciare. La relazione con le famiglie è uno dei nostri punti di forza.

 

Per chiudere vi chiederei alcune parole chiave che riassumano questa nuova bella avventura
Solidarietà e dignità delle persone, ascolto, sinergia e eterogeneità delle diverse realtà che compongono la rete.

 

Fonte immagine: Pagina Facebook del Comune di Casalecchio di Reno

 

 

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