Uno short master per una progettazione sociale competente e consapevole

Quando una collettività prende consapevolezza dei propri bisogni e si attiva per generare un cambiamento sociale volto a sviluppare il bene comune, fa pulsare il cuore della progettazione sociale. E da quel motore partono relazioni, confronto, idee, collaborazione, valorizzazione delle risorse, innovazione. Perché la ‘macchina’ lavori bene occorre prendersi cura di ogni fase del suo sviluppo, con competenza. In questa metafora il progettista sociale è la figura che svolge tale funzione.

La progettazione sociale e il progettista sociale sono dunque parte del DNA del volontariato e del terzo settore. Infatti, storicamente, il mondo del non profit ha sempre avuto la capacità di leggere i bisogni della propria comunità di riferimento prima di chiunque altro. Questo grazie alla vicinanza con i cittadini e le cittadine, la prossimità, la volontà di occuparsi direttamente dei problemi emergenti per essere agente di cambiamento positivo. Il senso di forte responsabilità, l’aggregazione, la partecipazione attiva alla vita della comunità hanno permesso al terzo settore di collaborare con le amministrazioni pubbliche e il mondo profit, operando una contaminazione tesa allo sviluppo di coesione sociale e benessere sostenibile.

VOLABO, compagno di viaggio del volontariato per elezione, sostiene con forza questi processi di ‘ibridazione sociale’ dove soggetti, pensieri e istanze diverse si incontrano per generare valore condiviso.  Il Centro Servizi assume così un ruolo di facilitatore, di catalizzatore. Da qui nasce l’idea di proporre un percorso formativo particolarmente strutturato e completo in grado di fornire a chi fa progettazione sociale, competenze teoriche e pratiche solide, con l’obiettivo di incrementare la qualità del lavoro dei progettisti.

Un volontariato e un terzo settore che agiscono la loro missione con una mentalità progettuale e lo fanno con competenza sono in grado di portare nella comunità dei cambiamenti sostenibili, che possono durare nel tempo. E a volte possono favorire la nascita di nuovi progetti, secondo una visione di miglioramento continuo. Diversamente se si lavora per interventi sporadici, si possono avere certo effetti positivi ma nell’immediato, non nel lungo periodo, perché slegati da una visione complessiva dei sistemi in cui si inseriscono. Ce lo racconta l’esperienza.
Ecco perché, oltre ai corsi formativi sulla progettazione sociale realizzati negli anni, abbiamo voluto proporre un percorso di formazione con una realtà come Apis, unica nel suo genere, che oggi più di altri porta avanti la cultura della progettazione sociale e la promozione della figura del progettista sociale. Una figura che, a nostro avviso, può essere vista nel non profit come ruolo determinante, riconosciuto, con specifiche competenze professionali, ma anche come funzione che volontari competenti e con un approccio progettuale, possono svolgere per garantire azioni della propria organizzazione più efficaci e pertinenti alle esigenze del territorio (anche, eventualmente, con il coinvolgimento di progettisti di professione). Credo che lo short master possa davvero portare un valore aggiunto agli interventi futuri per la nostra comunità.
Paola Atzei, Responsabile Area Formazione e Sviluppo competenze VOLABO

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