V-Dossier “ESSERCI E NON ESSERCI Quale partecipazione”

La partecipazione è in crisi; non è vero, ci sono nuove forme che stanno emergendo. Le nuove tecnologie della comunicazione distruggono la partecipazione; non è vero, anzi la facilitano. Il volontariato è scuola di partecipazione; non è vero, perché si arriva al volontariato avendo già maturato il senso della partecipazione. Il dibattito sulla partecipazione si sviluppa su visioni e interpretazioni spesso opposte, e si muove tra le une e le altre cogliendo di volta in volta sfumature diverse. Quel che è certo è che si tratta di un tema-chiave, che interessa strutturalmente il volontariato e tutta la società civile.

Queste sono le parole introduttive di ESSERCI E NON ESSERCI Quale partecipazione l’ultima edizione di V-Dossier, la rivista periodica edita in collaborazione dai CSV di Bologna, L’Aquila, Lazio, Lombardia Sud, Marche, Messina, Milano, Padova, Palermo, Rovigo, e CSVnet Lombardia. Nel volume monografico uscito in ottobre si analizza come Internet e i Social stiano rivoluzionando l’impegno dei cittadini nella politica, nella società e nel volontariato. Si tratta di un tema attualissimo e ricco di contraddizioni, dove non sempre esiste una risposta univoca.

Se è vero, come sostiene Gino Mazzoli, che lo sviluppo dei Social è accompagnato dall’evaporazione delle reti sociali e familiari che diventa causa di fragilità e impoverimento, questo però non significa rinunciare agli strumenti e alle possibilità che le nuove tecnologie ci mettono a disposizione. È vero che hanno dilatato il concetto di “presenza”, spiega Alberto Marinelli, ma proprio per questo possono creare civic engagement, permettendo a sempre più persone di entrare in contatto con altri interessati e con le strutture di riferimento. Insomma, la comunicazione in rete può diventare un modo per sfuggire al vero impegno personale con l’alibi di avere messo un click o condiviso un post, o può diventare strumento di partecipazione. Dipende da come viene utilizzata.

E se si parla di partecipazione non si può dimenticare il mondo del volontariato, che di questo tema porta la bandiera. La ricerca sociale dimostra che tra partecipazione associativa e partecipazione politica vi è una parentela molto stretta, come spiega Emanuele Polizzi nel suo intervento. Resta vero, però, che la partecipazione associativa è tipica di una minoranza di persone, dotate di capitale sociale e anche di reddito. E dunque, se da una parte possiamo dire che il volontariato “socializza” alla politica, dall’altra dobbiamo dire che c’è ancora un “effetto selezione”, per cui le persone con meno risorse restano fuori dall’una e dall’altra. Le modalità partecipative del volontariato sono diverse anche da quelle messe in pratica dai movimenti sociali, che in genere prefigurano dietro al singolo obiettivo dei modelli sociali, economici, di relazione sociale, politica ed economica alternativi, spiega Gianni Piazza. Il volontariato è luogo di partecipazione a più livelli, tre in particolare: quello della vita associativa democratica interna, quello del collaborare tra soggetti diversi del territorio; quello della coprogrammazione e coprogettazione.

Esserci e non esserci. Quale partecipazione

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